martedì, Agosto 9, 2022
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Giggino mette la pietra tombale sulle aspirazioni della Clemente

Il sindaco uscente esprime le sue perplessità sulla campagna elettorale messa in campo dalla nipote di Ruotolo

di Mauro Della Corte

Il movimento arancione ha completamente abbandonato la sua candidata sindaco Alessandra Clemente. Dopo la diaspora di numerosi pezzi di coalizione che hanno fatto il salto della quaglia riproponendosi con l’ex ministro Gaetano Manfredi (e qualcuno anche con Maresca), la fine del progetto è segnata addirittura da chi quell’idea l’aveva realizzata: Giggino de Magistris. Il sindaco di Napoli uscente, e in corsa per la presidenza della Regione Calabria, ieri ha definitivamente spento gli entusiasmi della sua sodale in un’intervista a «Il Mattino».

«Il tema è che ho rappresentato in dieci anni una cosa non ripetibile» ha affermato. Irripetibile, niente di più categorico. Perché per il due volte primo cittadino la Clemente non è riuscita a unire le diverse anime della coalizione, come aveva saputo fare lui mettendo insieme centri sociali, borghesia e fasce popolari della città. Non è riuscita a camminare con le sue gambe, a proporre un progetto alternativo, valido e «ad allargare a sufficienza il gruppo» che supporta la sua candidatura. Tutto questo, secondo de Magistris, ha causato la diaspora d’interi pezzi di giunta e di movimento.

Ma Giggino parla anche della fine di un’epoca, come se già sapesse che la candidatura della sua pupilla non avrà un lieto fine. Per de Magistris si percepisce «che si è alla fine di un ciclo» e che Alessandra Clemente non ha un profilo adeguato. Lo precisa chiaramente quando, parlando di Manfredi e del centrosinistra, spiega che «senza di me possono tornare a vincere proprio perché non ci sono simili personalità».

La lontanza di de Magistris da palazzo San Giacomo e dalla campagna elettorale

Un altro dato da sottolineare è la lontananza dell’ex magistrato da Palazzo San Giacomo e dalla campagna elettorale, lui prova a giustificarlo come una forma di rispetto verso tutti i candidati e per la città in nome della trasversalità ma la verità è che ha scelto di non fare campagna elettorale per l’ex assessore. Ed è così che dopo averla buttata nella «fossa dei leoni» ha deciso di abbandonarla. Una notizia non nuova, Stylo24 già tra settembre e ottobre scorso aveva scritto dell’allontanamento tra i due nonostante l’investitura.

L’intervista di Luigi de Magistris quindi segna la fine ingloriosa, quindi, per un sodalizio che era stato agevolato dall’ambiente da cui proveniva l’entourage della Clemente, il mondo di Libera, di Sandro Ruotolo e di Annozero di Michele Santoro e Marco Travaglio che gli avevano dato enorme spazio quando era pm a Catanzaro con velleità politiche.

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