Luigi de Magistris festeggia la vittoria col gesto dell'ombrello

L’investitura (a candidato sindaco) dell’assessore per le prossime elezioni amministrative, «silenziata» perfino dal partito di cui è segretario politico

di Giancarlo Tommasone

Tra il post pomposo e pieno di cliché da cuore napoletano verace – che si è affrettata a pubblicare subito dopo l’investitura ricevuta da Giggino – e i messaggi di congratulazioni e complimenti a cui ha dovuto rispondere, l’assessore Alessandra Clemente non si è «accorta» di una cosa alquanto singolare, per non dire grave dal punto di vista della comunicazione da parte del suo mentore (?), Luigi de Magistris. Che inizia la presentazione del candidato Clemente, con ben tre negazioni, «Alessandra non è l’erede naturale, non è il predestinato, non è una persona superiore agli altri elementi della squadra, ma…». Un modo di annunciare il proprio successore assolutamente irrituale da parte del sindaco, che è sempre molto attento sul fronte della comunicazione. Ma le negazioni di de Magistris arrivano perfino a quattro. Riguardo alla scelta, infatti, la fascia tricolore partenopea afferma: «Non è stata facile perché in tanti avrebbero potuto essere il candidato». Provando a tradurre, quindi: per de Magistris, Alessandra Clemente è una tra i tanti. E al momento – argomentiamo noi – anche la più semplice da bruciare. Solo che l’assessore alla Polizia municipale, forse non se ne è accorta. Non ha fatto caso nemmeno – o magari lo ha fatto, ed è rimasta in silenzio – alla circostanza che il partito che la vede nella Segreteria politica (deMa, appunto), non ha pubblicato un rigo che sia uno, per annunciare la sua candidatura a sindaco. Eppure una comunicazione del genere sarebbe dovuta andare fissa in homepage, in casi del genere ci saremmo aspettati addirittura se non un «editoriale», comunque un intervento del presidente Luigi de Magistris (che, riguardo alla cosa, sulla sua pagina Fb ufficiale ha pubblicato soltanto il «monologo» tenuto a Televomero, durante la trasmissione Lente di ingrandimento del 13 ottobre). Un misero post è apparso sulla pagina Facebook del movimento arancione, ma si tratta soltanto del video della web tv del Comune, in cui il sindaco fa il nome di Clemente per le prossime elezioni. Tutto ciò evidenzia convinzione ed entusiasmo se non nulli, assai insufficienti e di facciata, di Democrazia-autonomia per la candidata indicata dal primo cittadino partenopeo. Speriamo, perché vogliamo ancora credere che Alessandra Clemente sia una persona intelligente, che si stia prestando semplicemente al gioco delle parti e del suo stesso endorser (?), che diciamola tutta, annunciando la candidatura dell’assessore a 8 mesi (giorno più, giorno meno) dalla tornata elettorale, l’ha letteralmente bruciata. Stylo24 ha scritto qualche giorno prima degli altri quotidiani che Luigi de Magistris fosse in procinto di «mollare la Clemente», poi la notizia è apparsa anche su altri giornali. Quando? La mattina del 12 ottobre, lo stesso giorno in cui Giggino ha deciso di rompere gli indugi e di investire l’assessore della candidatura a sindaco. Ultima cosa: l’unico ad aver capito il «gioco» di de Magistris è stato lo zio della Clemente, il senatore Sandro Ruotolo, che appena dopo l’indicazione, è intervenuto con un tweet attraverso il quale ha chiesto – nulla di più, nulla di meno – di non bruciare (politicamente) la nipote.

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