Ora che Dell’Utri e gli ufficiali dei carabinieri sono stati assolti molti dovrebbero fare ammenda per le proprie parole

Si è romanzato sulla fantomatica Trattativa Stato-Mafia, si è discusso su Dell’Utri, si è messo in discussione il governo Berlusconi e l’allora premier, si è puntato il dito contro servitori dello Stato accusati ingiustamente di essere «infedeli», i generali Mario Mori e Antonio Subranni e il colonnello Giuseppe De Donno, ufficiali che hanno contribuito alla cattura di grandi latitanti (vedi Riina) o alla sconfitta del terrorismo. Si è detto di tutto di più.

Hanno infangato tutto quello che c’era infangare. Adesso la Corte d’assise d’appello di Palermo ha messo la pietra tombale sancendo l’assoluzione degli ufficiali e di Marcello Dell’Utri. A distanza di anni, tanti dovrebbero chiedere scusa delle proprie azioni e parole. I giornalisti gustizialisti, i cosiddetti «girotondini», i 5stelle che sono stati tra i primi a cavalcare questa inchiesta farlocca.

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La proiezione a piazza Municipio

E tra tutti dovrebbe farlo anche l’attuale (ancora per poco più di settimana) sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che addirittura organizzò la proiezione in piazza Municipio (avvenuta venerdì 10 luglio 2015) di un discutibile film intitolato ‘La Trattativa’ girato non da un giornalista d’inchiesta, non da un magistrato o un investigatore o da un inquirente o da chi ha le competenze per poter esprimere un giudizio ma da Sabina Guzzanti.

In Italia si fa presto a passare da giustizialisti a garantisti e viceversa, basta guardare quanto accaduto ai grillini, giustizialisti quando tocca agli altri, garantisti quando sotto indagine c’è un proprio tesserato. Ma il caso del sindaco di Napoli fa ancora più specie, visto il ruolo che ha ricoperto prima della sua elezione. Un magistrato non può fare questi scivoloni, un magistrato non può esprimere un giudizio anticipando una sentenza. Un magistrato non può, senza aver carte in mano, prendere nè l’una nè l’altra parte. Nemmeno se si dimette dalla magistratura. Perché vuol dire che non crede nel ruolo che ha ricoperto per oltre 15 anni. De Magistris, visto che hai cavalcato l’onda per fini politici chiedi scusa. Abbi la decenza di cospargere il capo di cenere e di dire tu, come tantissimi altri in Italia avete utilizzato, distorto e strumentalizzato un’indagine che non aveva motivo di esistere per i vostri tornaconti politici.

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