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Quattro anni di reclusione per l’ex patron della squadra, il 68enne ravennate Gianni Fabbri. E poi due anni per il figlio 41enne Flavio e altri due anni per l’allora consigliere Antonio Ciriello, 51enne originario di Napoli ma residente nella citta’ romagnola. Sono le condanne pronunciate dal Gup Andrea Galanti al termine del rito abbreviato per il fallimento del Ravenna Calcio del giugno 2012. Per i tre, accusati di bancarotta fraudolenta, la Procura ravennate aveva chiesto rispettivamente pene di cinque anni, un anno e quattro mesi e due anni.

 

Tra gli imputati, inizialmente figuravano altri due ex dirigenti giallorossi poi deceduti. Secondo le indagini della Guardia di di Finanza, gli indagati avrebbero procurato un un danno patrimoniale di rilevante gravita’ per la massa dei creditori, con debiti insoluti calcolati in oltre 5 milioni di euro, gia’ a partire dalla retrocessione dalla serie B in Lega Pro del campionato 2007-2008.

Le difese – avvocati Ermanno Cicognani, Giovanni Scudellari, Antonio Primiani e Dora Zambelli – convinte dell’innocenza dei loro assistiti, si sono dette pronte a ricorrere in appello non appena entro 90 gironi verranno depositate le motivazioni della sentenza. “Soddisfazione per la tenuta dell’impianto accusatorio” e’ stata invece espressa dal Procuratore capo Alessandro Mancini per quello che e’ stato definito “un processo importante per la citta'”.

 

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