Un sequestro di cocaina

Il racconto del pentito Luigi Nappa: la donna nascondeva la droga nel frigo di casa

di Mauro Della Corte

I clan di Secondigliano si rifornivano di droga da una mistoria donna di bell’aspetto del Rione Traiano. Gianna, questo il nome della ‘fornitrice’ nel racconto del pentito Luigi Nappa, nascondeva la droga nel frigo di casa. La circostanza emerge dagli ultimi verbali riguardanti la camorra dell’area Nord di Napoli ed è raccontata dal pentito nell’interrogatorio del 16 dicembre del 2003.

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Nappa ricostruisce i canali di approvvigionamento degli stupefacenti del gruppo diretto dal boss Ciro Bernardo. Particolarmente minuziosa la descrizione fatta dal collaboratore della misteriosa ‘fornitrice’: «Ignoro il cognome della Gianna di cui parlo, so che la mamma abita a Rione Traiano, di fronte al Rione ISES, si chiama Nanninella e vende anch’essa la cocaina. Per andare a casa della Gianna a Pianura; deve salirsi Pianura, al secondo o al terzo incrocio deve andarsi a destra, poi a sinistra, la stessa abita in un parco li ubicato».

Gianna vendeva la droga al rione San Gaetano

Ma chi era in realtà Gianna? Una donna di «circa 30 anni, è sposata, ha figli e se non erro è divorziata, è alta circa 1,70 metri. È una bella donna, ha i capelli biondi, non ricordo il colore degli occhi» riferisce il collaboratore agli inquirenti».

«Dalla Gianna – afferma – ho comprato droga più di una volta, sia per conto mio che per incarico di Bernardo Ciro». Sostanza stupefacente però che a volte veniva anche rivenduta a terzi. «Ricordo una volta che la stessa venne ceduta a casa del Bernardo a Luciano Ivone, si trattava di 100 gr., acquistati a 80.000 lire e veduta all’Ivone a 100.000 lire al grammo. Si trattava di cocaina. Al fatto eravamo presenti io, Bernardo ed Ivone, e dalla Gianna andammo io ed un ragazzo di cui non ricordo il nome». Con i clan di Secondigliano però il rapporto sembra essere sporadico. «Il genero di Gianna è detto il rosso. Gianna – spiega Nappa – vendeva droga a San Gaetano e quando noi eravamo sprovvisti andavamo da questa a comprarla».

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