Il patron di Msc, Gianluigi Aponte

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“Chi piu’ inquina paghi di piu'”. E’ il messaggio lanciato da Contrasporto (Confcommercio) al 4/o Forum internazionale di Cernobbio, chiedendo un intervento sulla “leva fiscale” oltre che “regole e interventi infrastrutturali per favorire il trasporto via mare o rotaia, specie in aree particolarmente sensibili come i valichi alpini”. Sono, secondo Conftrasporto, “i due pilastri della politica per la sostenibilita’ degli ultimi decenni”. Corollario del problema e’ la “concorrenza sleale degli operatori”, indicata dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che rimanda, appunto, alla definizione del problema delle accise. “L’Italia – e’ stato detto nel corso del Forum – ha la piu’ alta incidenza fiscale sull’area dell’Ue sul gasolio per autotrazione: il 60,6% contro la media europea del 55,9%”. Le accise sui carburanti pesano 62 centesimi al litro, cifra che per lo Stato equivale ad un incasso di 20 miliardi di euro all’anno. Sul tema delle accise, poi, in Italia si attua un vero e proprio “paradosso”, in quanto “l’autotrasporto paga – secondo la Confederazione – il doppio dei danni generati sull’ambiente e i mezzi meno inquinanti sono i piu’ penalizzati”. Un euro 6 – e’ stato spiegato – paga 8.650 euro all’anno in piu’ rispetto al danno ambientale prodotto, un euro 4 6mila euro, un euro 4 4.772 euro e un euro 3 3.657 euro.

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Tajani: il reddito di cittadinanza è una offesa alle forze dell’ordine

Per il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, dare 780 euro “per stare sul divano a vedere la partita” e’ un’offesa alle forze dell’ordine che “guadagnano 1200 euro al mese, mettendo a repentaglio la loro vita”. Tajani, al suo arrivo al Quarto Forum internazionale di Conftrasporti ha spiegato che nella manovra “non si sta facendo nulla per dare lavoro ai giovani disoccupati e nel Sud c’e’ un tasso di disoccupazione giovanile del 50%”. “Che cosa si fa? Un reddito di cittadinanza che favorira’ il lavoro nero, che sfuggira’ a ogni tipo di controllo – ha proseguito –. Inutile dicano sei anni di carcere. Sei anni di carcere non li danno neanche agli assassini”. Per Tajani, “favorire il lavoro nero significa affidare migliaia di giovani alla mafia, alla camorra alla Sacra Corona Unita”. “Dare 780 euro per stare sul divano a vedere la partita – ha concluso – e’ un’offesa nei confronti di carabinieri, finanzieri, poliziotti, agenti di Polizia penitenziaria che guadagnano 1200 euro al mese mettendo a repentaglio la loro vita. Questa e’ una vera ingiustizia”.

Il sottosegretario Buffagni: dobbiamo rivedere il codice degli appalti

“Eravamo il paese delle Quattro Repubbliche Marinare, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Da parte nostra c’è comunque massima disponibilità all’ascolto, conosciamo i problemi delle imprese, anche se Confcommercio li conosce meglio. Siamo giovani, ma non faremo danni. Negli anni passati abbiamo intasato i nostri bilanci con appalti e investimenti che non sono mai stati sviluppati. Le infrastrutture sono importanti ma è necessario rifare l’analisi costi-benefici. Per inseguire i ladri abbiamo ingessato tutto il sistema. Ma dobbiamo ricominciare da qui. Vogliamo rivedere il codice degli appalti, ma è un problema molto complesso. Noi siamo pronti ad ascoltare”. Così Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

L’economista Reichlin: l’Italia potrebbe risentire delle tensioni sui dazi tra USA e Cina

Secondo l’economista Lucrezia Reichlin “gli Stati Uniti hanno una crescita robusta del Pil sostenuta da una politica fiscale espansiva, ma questa politica, che ha generato un boom economico negli USA, nel 2020 potrebbe portare a una recessione in grado di contaminarci con l’aumento dei tassi. E’ un rischio all’orizzonte anche per Italia, che, con la sua conflittualità politica interna, potrebbe anche risentire dalle tensioni sui dazi tra USA e Cina. L’USA cresce del 3%, l’UE del 2%. L’Italia del 1%. Queste sono le proiezioni per il prossimo anno. E anche Banca Italia rivede al ribasso il tasso di crescita”.

Aponte (MSC) preoccupato per la Cina senza accordo con USA

“Sono preoccupato per la Cina in mancanza di un accordo tra USA e Cina. Questa è entrata dal 2001 nel WTO e fino ad oggi ha avuto un basso profilo ed è molto arrogante, ma ha necessità di fare un passo indietro per fare accordo con USO. Se funziona il blocco con la Cina, gli USA potrebbero adottare lo stesso sistema di dazi con l’UE. Se hanno successo potrebbero riproporre anche con l’Europa la guerra dei dazi”. Ad affermarlo è l’armatore di MSC Crociere Gianluigi Aponte. “Ecco – continua – perché l’UE ha necessità di proporre una politica unitaria per trovare alleanze con gli Stati Uniti. Ma tutto ciò sarebbe possibile solo se l’Europa diventasse una federazione. In mancanza di questo è schiacciata. Occorre una Federazione, ma ad oggi la politica interna dell’UE e’ caratterizzata da continue sfide interne e accordi separati come per l’energia e il petrolio. Il problema dell’energia è gravissimo. Siamo partiti da 40 dollari a barile oggi siamo a 85. Noi siamo molto dipendenti e comunque molto più degli USA. Tra poco ci sarà un’inflazione negli USA con rafforzamento del dollaro sull’euro ed un aumento dei tassi di interesse. La politica non parla di questo fenomeno gravissimo che può scatenare un’inflazione grave per l’Europa e l’Italia. C’è un cartello che non viene denunciato da nessuno sul petrolio. I pozzi sono in esaurimento. Oggi siamo ad una produzione di 99/100 milioni di barili al giorno. Gli USA producono 11 milioni di barili al giorno è il loro limite dovuto alle pipelines che sono oggi disponibili verso il golfo del Messico”. Aponte denuncia “un possibile grave rischio di inflazione” con “la Federal Reserve FED” che “alzerà i tassi di interesse. E l’Europa non è pronta ad affrontare un rallentamento americano. Siamo americadipendenti. Se rallenta l’America noi rallenteremo il doppio”.

Toti, Fontana e Zingaretti contro l’eccesso di burocrazia

Al dibattito, moderati dal giornalista e saggista italiano Gennaro Sangiuliano, anche i presidenti di Regione Giovanni Toti (Liguria), Attilio Fontana (Lombardia) e Nicola Zingaretti (Lazio). I tre in coro hanno puntato il dito contro l’eccesso di burocrazia, la lentezza per la spesa,  e il “dramma Severino” , definendo il Paese “bloccato”. Lo stesso Sangiuliano ha ricordato che Giuseppe Prezzolini si trasferì in Svizzera e a chi gli chiedeva il motivo rispondeva: “ho bisogno di vivere in un paese in cui un si è un sì ed un no è un no. In italia è sempre ni”. Tutti hanno citato Tacito: “un paese con troppe leggi produce illegalità”.

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