Cantalamessa
Gianluca Cantalamessa

di Giancarlo Tommasone

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La doccia che definiremmo «bollente» (perché annunciata da tempo e sopratutto, tutt’altro che gradita nel periodo estivo) è arrivata nelle scorse ore, direttamente dall’alto. E’ Matteo Salvini, segretario del Carroccio, è ovvio, a spostare le pedine del comando in Campania.  «La Lega, ormai primo partito del Paese, anche in Campania registra una crescita di adesioni e consenso importantissimi. Per armonizzare l’indirizzo politico e facilitare la crescita, ho inteso conferire l’incarico di coordinatore regionale al sottosegretario (alla Difesa) Raffaele Volpi che sarà coadiuvato nel suo lavoro dal deputato Gianluca Cantalamessa in qualità di presidente regionale», dichiara il vicepremier.

L’annus horribilis
di Gianluca Cantalamessa

E’ un modo più o meno elegante, per annunciare il ridimensionamento del presidente regionale, Gianluca Cantalamessa. Ma come si arriva a tutto ciò? Basta ripercorrere l’annus horribilis vissuto dal deputato, titolare di una agenzia di assicurazioniStylo24 è stato l’unico giornale a sottolineare l’atteggiamento alquanto  «flat» (per non dire passivo) del leghista napoletano. Lo abbiamo fatto anche nei giorni scorsi, con un articolo in cui ci siamo chiesti, come mai, il coordinatore regionale della Lega  si defilasse ogni qual volta c’era da attaccare Luigi de Magistris.

La mancata opposizione
nei confronti di de Magistris

Ci è arrivata, in merito, anche la risposta del deputato, che però, parlano i fatti, non ha mai dimostrato di agire con una opposizione degna di questo nome rispetto al sindaco di Napoli, che ha continuato ad attaccare il leader del Carroccio, senza trovare la «difesa» o il «contrattacco» opportuni da parte di Cantalamessa. Questo per ribadire che non è bastato, e non basta, l’aver lasciato il compito di criticare l’Amministrazione arancione, esclusivamente alla coordinatrice cittadina della Lega, Simona Sapignoli. Detto ciò, sotto la gestione del deputato leghista assistiamo anche alla bocciatura dei «suoi» candidati, alle scorse Europee.

Abbiamo poi, più volte, sottolineato
come Cantalamessa non si sia mai
integrato nel centrodestra campano

Ruolo fondamentale sulla sua «promozione» (che in effetti è un siluramento) ha giocato anche il contenimento delle iscrizioni alla Lega, in un momento storico in cui il Carroccio è in forte espansione e dovrebbe approfittare, anche in Campania, dell’onda lunga del consenso. Tutto questo non si è verificato, ipotizzano i detrattori, per paura da parte di Cantalamessa di perdere la leadership, cosa che si è comunque verificata.

La Lega sarebbe rappresentata in Comune, da Vincenzo Moretto, anche se il consigliere ufficialmente fa parte del gruppo Prima Napoli. Altro fattore che ha portato al ridimensionamento del deputato napoletano, è addebitabile al fatto che non sia riuscito a risolvere il problema della guerra strisciante condotta contro di lui dal sottosegretario Pina Castiello e dall’ex senatore Enzo Nespoli, cosa che naturalmente non sarà sfuggita a Matteo Salvini.

Il flop elettorale alle Amministrative
a Napoli (nel 2011 e nel 2016)

Ritornando alla poca capacità politica espressa fin qui da Cantalamessa, vogliamo pure ricordare che nelle due occasioni che si è presentato alle Amministrative a Napoli (con il Pdl nel 2011, con Prima Napoli, nel 2016) ha incassato due insuccessi. Molti, inoltre, ricorderanno Cantalamessa per l’uscita tutt’altro che felice, un vero e proprio scivolone, in cui è incappato lo scorso agosto.

Lo scivolone: il prefetto paragonato
al gestore di un centro commerciale

«Il prefetto risponde al ministro Salvini, il prefetto è il direttore di un centro commerciale, non è il proprietario. Se il proprietario dice: “Devi fare gli sconti a quello e non a quell’altro”, il prefetto da uomo delle istituzioni fa quello che dice il proprietario del centro commerciale», aveva detto il deputato leghista, paragonando la massima autorità provinciale di pubblica sicurezza, al gestore di un supermarket.