Una fondazione a suo nome e una sala del Pan, il museo delle arti di Napoli. Il giovane giornalista Giancarlo Siani, ucciso in un agguato di camorra nel 1985, sara’ “un esercizio di memoria”. “E’ un modo per restituire – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche Giovanili Lucia Fortinila possibilita’ di vivere per sempre, nel ricordo delle persone e la memoria va esercitata”. La fondazione “Giancarlo Siani” nasce grazie soprattutto all’impegno dei familiari del cronista napoletano che condusse le sue inchieste sulla camorra napoletana. “Nel 1986 nacque l’associazione – spiega il fratello Paolo Siani, oggi deputato del Pd – e capimmo che dovevamo dare subito una risposta organizzata all’evento drammatico che ci aveva colpito”.

 

La fondazione sara’ presieduta da un nipote di Giancarlo, Gianmario, figlio di Paolo Siani, che sara’ affiancato dalla sorella Ludovica. “Porteranno avanti insieme questa battaglia e il ricordo di uno zio mai conosciuto”, aggiunge il parlamentare dem. Le iniziative in ricordo del giovane cronista del Mattino, in occasione del trentaquattresimo anniversario della morte, proseguono con la mostra, organizzata dalla fondazione Polis, che sara’ inaugurata lunedi’ prossimo. Nella sala ‘Giancarlo Siani’ ci sara’ la sua Mehari, quell’auto divenuta un simbolo di legalita’ e portata in giro per l’Italia assieme al ricordo del giornalista vittima della camorra. E sulla volta della sala saranno iscritti tutti i nomi delle vittime innocenti di camorra. La sala sara’ inaugurata lunedi’ prossimo con il presidente della Camera Roberto Fico. “Mi auguro soprattutto – conclude Paolo Siani – che diventi una scossa per i ragazzi indecisi che non sanno da che parte stare”.