Gli ambiti di interesse possono toccare diverse categorie, come la gestione ambientale, la promozione culturale, il settore sociale o il ramo sportivo dilettantistico

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Dirigere un’associazione no profit non è un compito facile, soprattutto in Italia dove la burocrazia non semplifica di certo i processi amministrativi. Se da un lato ,quindi, aprire un’associazione può essere un passo facile e diretto, dall’altro mantenerla può risultare complicato sul piano finanziario e gestionale.

Cos’è un’associazione no profit

Le associazioni no profit nascono con l’obiettivo di non creare profitto, garantendo una finalità sociale indirizzata al prossimo. Naturalmente non creare profitto non significa che l’associazione non possa essere in grado di generare profitto ma piuttosto impone da un punto di vista fiscale che il profitto stesso sia reinvestito nella stessa associazione per progetti e attività e non distribuito tra i soci come un possibile sostituto di retribuzione. Quello che viene definito patrimonio di un’associazione è composto da tutti i contributi che pervengono a qualsiasi titolo all’associazione e dai beni mobili e strumentali tramite le sue attività. Tale patrimonio può essere utilizzato solo per le attività prefissate dallo statuto.

Tra gli esempi di no profit si enumerano per esempio le associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, ONLUS e imprese sociali. Gli ambiti di interesse possono toccare diverse categorie, come la gestione ambientale, la promozione culturale, il settore sociale o il ramo sportivo dilettantistico. Secondo il rapporto nazionale del Csvnet in Italia vi sono oltre 44 mila associazioni esistenti ma il settore più popolare tra esse è quello dell’assistenza sociale e della sanità.
Insomma, il no profit è una struttura che presta ad essere flessibile per diverse finalità ed è largamente utilizzata in Italia anche perché permette di ottenere diversi benefici che consentono di sgravare di molto il carico fiscale in materia di tassazione.

Ed è proprio su questo punto che la gestione diventa un pò più complicata, in particolare per quanto riguarda la raccolta di dati e la gestione di fondi destinati a diversi progetti e attività.
Prima di tutto basti ricordare che è obbligatorio elargire un bilancio annuale, che solitamente si chiude l’ultimo giorno dell’anno solare, nel quale deve risultare il rendiconto contabile dell’associazione precisamente redatto. In tale bilancio dovranno figurare tutte le entrate suddivise per voci, le spese, i contributi, i beni e i lasciti ricevuti avvenuti durante l’anno solare. Ovviamente questo presuppone un resoconto dettagliato dei dati mantenuto durante il corso dell’anno e, in specifico per le entrate economiche, la necessità di mantenere dei fogli di cassa. Tali fogli di cassa possono essere mantenuti a cadenza giornaliera, settimanale o mensile, a seconda delle necessità e dei movimenti di cassa di ogni singola associazione ma devono obbligatoriamente contenere tutte le entrate e uscite con relative causali. Inoltre a tali fogli si aggiungono tutte le documentazioni relative a spese e contratti stipulati dall’associazione.

Per presidente e consiglio direttivo della no profit, principali responsabili della situazione fiscale, può risultare una vera impresa mantenere in regola tutti i dati e coordinare con chiarezza i diversi flussi di denaro.
A questo proposito si trovano fortunatamente diverse soluzioni specifiche atte a semplificare il processo di gestione fiscale e amministrativo. Tenere traccia delle spese e dei pagamenti tramite carte di credito, rimborsi e anticipi è un processo che può creare facilmente confusione ma vi sono soluzioni che permettono di mantenere un quadro generale della situazione in tempo reale dei flussi di denaro come la carta prepagata Soldo. Nonostante spesso la suddivisione di fondi sia divisa tra diversi progetti e distribuita ad un personale vario, il sistema di gestione offerto da tale carta garantisce di collegare in un’unica applicazione le spese e i conti di ogni singolo membro del team, che potrà godere a sua volta di libertà di uso dei fondi grazie alle carte prepagate individuali.