Gennaro Saiello e Beppe Grillo

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di Giancarlo Tommasone

Rimborsi dei consiglieri regionali campani del M5S, dove eravamo rimasti? A Gennaro Saiello, per cominciare, che a giugno scorso era ancora fermo con le restituzioni a settembre del 2017.

In verità, come si evince
da tirendiconto.it,
un piccolo
passo lo ha fatto
ricoprendo poi il gap e arrivando
a versare nelle casse del microcredito
fino a maggio scorso,
ma all’appello
mancano ancora
sette mesi
(giugno-dicembre 2018)

Precedentemente aveva restituito in totale 50.389,69 euro (dati relativi a settembre 2017), nei restanti otto mesi invece ha versato 4.777,6, perché ad oggi il suo «estratto conto» fa segnare restituzioni totali per 55.167,29. Ciò vuol dire che da settembre 2017 a maggio 2018 Saiello ha versato in media, al mese, 597,6 euro. E’ uno che viaggia molto in giro per la Campania, Saiello, come ha dichiarato a Stylo24, viaggia molto e spesso mangia fuori. Ma non è l’unico in ritardo con i pagamenti, sui sette consiglieri grillini di Palazzo Santa Lucia, il solo in linea con la media nazionale è Luigi Cirillo, che è arrivato a «coprire» la casella di ottobre scorso.

Rimborsi, la classifica dei ritardatari di Palazzo Santa Lucia

Per il resto, nella speciale classifica dei ritardatari troviamo al secondo posto, Valeria Ciarambino (fino a luglio 2018 ha restituito 98.492,36 euro); al terzo posto – ultimo versamento ad agosto scorso – si piazzano i restanti quattro consiglieri, vale a dire Marì Muscarà (restituzioni totali per 76.657,29 euro); Michele Cammarano  (50.103,26); Tommaso Malerba (99.111,82); Vincenzo Viglione (155.678,50). Ma cosa succede se non si restituisce il dovuto? Secondo lo Statuto del Movimento 5 Stelle, un portavoce che accumuli più di sei mesi di ritardo va espulso. Ed è capitato, prendiamo di nuovo ad esempio il caso di Serenella Fucksia, la senatrice che a dicembre del 2015, ha dovuto dire addio ai grillini per non aver restituito parte dei suoi emolumenti per sei mesi. Questo almeno è stato il motivo ufficiale che ne ha decretato l’allontanamento.

Secondo il regolamento del M5S, le restituzioni vanno effettuate mensilmente. Chi non si attiene alle regole è passibile
di provvedimenti disciplinari (rischia pure l’espulsione)

A giugno scorso (fonte ilblogdellestelle.it) il Movimento ha prodotto un nuovo regolamento relativo al «Trattamento economico eletti Movimento 5 Stelle». Al punto 10 è possibile leggere: «I consiglieri e i deputati regionali al fine di onorare quanto previsto dall’articolo 5 del Codice Etico, erogheranno un contributo mensile di euro 300,00 destinato allo “Scudo della Rete”, che ha come obiettivo la difesa di iscritti ed eletti del MoVimento 5 Stelle dalle cause legali intentate nei loro confronti, nonché la tutela del MoVimento 5 Stelle e della Associazione Rousseau». Alla voce ‘Destinazione delle restituzioni’ c’è scritto: «In attesa dell’apertura di un conto di raccolta dedicato per le restituzioni, gli eletti del MoVimento 5 Stelle verseranno le restituzioni con cadenza mensile al fondo per il microcredito o altra destinazione successivamente individuata attraverso votazione sulla piattaforma Rousseau». Anche per le restituzioni, dunque, il regolamento prevede cadenza mensile. Se non si rispettano le regole? Il punto 11 è chiaro: «L’inadempimento di quanto previsto ai punti precedenti costituisce una grave violazione (che rischia di pregiudicare la stessa immagine del MoVimento 5 Stelle) suscettibile dell’applicazione di provvedimenti disciplinari». Da maggio a dicembre sono passati più di sei mesi, Saiello, se il Movimento decidesse di far rispettare le regole potrebbe essere passibile di espulsione.

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