lunedì, Novembre 29, 2021
Home Inchieste e storia della camorra «Gennà, tu si buon solo ad ammazzà a gent»

«Gennà, tu si buon solo ad ammazzà a gent»

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La camorra collinare voleva mettere le mani «con un subappalto» anche su una famosa clinica napoletana

La potenza del clan Caiazzo nelle strutture ospedaliere era tale da poter offrire appalti agli amici alleati. Insieme ai Cimmino controllavano alcune società titolari di appalti presso i nosocomi. Lo spiega il collaboratore di giustizia Gennaro Panzuto in un verbale riportato nell’ordinanza che a ottobre 2021 ha colpito i clan Lo Russo e Cimmino. Brandi propose a Panzuto «una sorta di ‘subappalto’ riferito a una primaria clinica napoletana, nella gestione di un appalto che lui gestiva direttamente al Cardarelli» spiega il collaboratore.

«Il Brandi – aggiunge – parlava di una percentuale dei guadagni della suddetta società che venivano versati a loro con riferimento all’appalto del Cardarelli; nella stessa prospettiva io avrei dovuto percepire una percentuale sull’appalto della clinica». Un affare che non andò in porto perché era appena uscito dal carcere. «Avevo in atto una guerra con i Misso ed ero in pericolo di vita» racconta il pentito. Panzuto infatti non si è mai dedicato all’attività «imprenditoriale» ma preferiva dedicarsi di più all’azione. «La mia vocazione criminale – dice – ha sempre riguardato “reati di strada” e fatti di sangue, circostanza questa che mi venne rinfacciata anche dallo stesso Brandi il quale, in proposito mi “sfotteva” dicendomi “Gennà, tu si buon solo ad ammazzà a gent”».

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