Garofano e gli ex uomini del Ris sentiti a Pavia: i magistrati chiedono conto di due analisi eseguite sullo stesso campione
Prima compare il Dna di Chiara Poggi. Il giorno dopo, sullo stesso campione, arrivano due corse negative. È attorno a questo passaggio che il lavoro del Ris torna dentro l’inchiesta di Garlasco.
Quando i magistrati di Pavia chiedono conto di quelle ore, però, i ricordi si fanno vaghi. Luciano Garofano, allora comandante del Ris di Parma, mette a verbale: «Non ho alcun ricordo preciso del fatto».
Il primo esame trova il profilo di Chiara
Il profilo genetico della vittima era stato rilevato sui campioni prelevati dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi.
Quel risultato ebbe un peso nelle prime fasi dell’indagine, ma non incise sull’esito finale del processo. Oggi i magistrati stanno cercando di capire soprattutto come furono gestiti gli accertamenti di laboratorio e quali informazioni arrivarono alla Procura.
Stylo24 segue da tempo il caso e raccoglie in una sezione dedicata gli sviluppi delle nuove indagini.
Ventiquattr’ore dopo, due corse danno esito negativo
È qui che nasce il problema. Nei verbali risultano due corse elettroforetiche negative sullo stesso campione.
Nella relazione inviata all’autorità giudiziaria, però, quell’esito non sarebbe stato riportato e l’attribuzione della traccia veniva indicata senza «ogni ragionevole dubbio».
Davanti ai pm Garofano dice: «Non ho alcuno specifico ricordo. Non ho memoria di aver visionato o commentato gli elettroferogrammi».
Anche Marino dice di non ricordare
Alberto Marino, il biologo che materialmente eseguì gli esami, conserva memoria delle fasi di prelievo ma non di quelle svolte in laboratorio.
Quando gli vengono mostrate le due corse negative, risponde: «Non ho memoria del fatto, ma potrebbe essere sbagliata la data. Ricordo che c’erano due sequenziatori e uno aveva un bag e non indicava correttamente la data».
Poi aggiunge: «Non posso escludere di aver fatto vedere ai colleghi le due corse negative».
Il nodo ora è capire chi disse cosa alla Procura
Anche su questo punto le memorie non coincidono con certezze. Marino dice di aver informato la propria scala gerarchica e quindi Garofano. Quest’ultimo, alla domanda su chi avvertì il pm, risponde: «Verosimilmente sono stato io, non ricordo quando».
Sono passaggi che entrano in un’indagine riaperta su molti fronti. Stylo24 ha ricostruito anche il nuovo intreccio di atti, indagini e accertamenti sul caso.
Una vecchia prova torna a parlare dopo anni
La vicenda non modifica la condanna definitiva di Stasi. Il punto, oggi, è un altro: capire come quella prova fu prodotta, verificata e poi comunicata.
I magistrati lavorano proprio su questo. E in un fascicolo che viene riletto pezzo dopo pezzo, anche un risultato negativo rimasto fuori dal racconto ufficiale può tornare a fare rumore.

















