Don Peppino Gambardella e il cartello 'Di Maio Presidente'

di Giancarlo Tommasone

Il dialogo è tratto da ‘Il Divo’, film del 2008 di Paolo Sorrentino. Don Mario sta parlando in chiesa con Giulio Andreotti. Il riferimento è a una frase di Indro Montanelli: «De Gasperi e Andreotti andavano insieme a messa e tutti credevano che facessero la stessa cosa. Ma non era così. In chiesa De Gasperi parlava con Dio, Andreotti con il prete». Al che Giulio Andreotti risponde a don Mario: i preti votano, Dio no.

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Toni Servillo in una scena de ‘Il Divo’ in cui interpreta Andreotti

Ecco appunto. E’ partendo da questo assunto, che bisogna inserire la querelle che nelle ultime ore sta attraversando la politica italiana a pochi giorni dalle elezioni. Tutto parte da Pomigliano d’Arco, dove il parroco don Peppino Gambardella – anche detto il prete operaio – ha partecipato alla convention dei grillini insieme al viceparroco Mimmo Iervolino.
I don si sono schierati apertamente a sostegno del conterraneo Luigi Di Maio, facendosi immortalare mentre mostrano un cartello con la scritta ‘Di Maio Presidente’. La cosa non è stata digerita dal centrodestra, che ha inviato una lettera al vescovo di Nola, Francesco Marino.

Il vescovo di Nola Francesco Marino

Per ribadire fondamentalmente un concetto: la Chiesa che fa propaganda elettorale non è quella che il popolo (e in tale occasione, soprattutto quello azzurro) vuole. Eppure a ben guardare, più di dieci anni fa don Beniamino Di Martino (prete di Castellammare), era tra i più assidui frequentatori delle manifestazioni di Forza Italia. Nella primavera del 2005 guidò la sua parrocchia a un appuntamento elettorale del candidato Ermanno Russo.

Emma Bonino

Lo stesso Di Martino protestò in maniera accesa quando i carabinieri gli imposero di rimuovere la bandiera di Forza Italia dall’altare del santuario. Tredici anni dopo a scegliere una chiesa – quella di Capodimonte – come tappa per il tour elettorale è Emma Bonino. La scelta della novella ‘sacerdotessa’ della politica ha indispettito non poco i fedeli che si sono rivolti al cardinale Sepe.

Lo striscione esposto all’esterno della chiesa occupata da Potere al Popolo

Ad occupare un edificio religioso ci aveva pensato poi Potere al Popolo, che alla fine dello scorso gennaio aveva attrezzato all’interno della struttura cinquecentesca di Sant’Antonio a Tarsia, a Montesanto, un ricovero per senzatetto. E’ proprio da lì che pure era partita la campagna elettorale verso il 4 marzo.