Senzatetto all'interno della Galleria Principe di Napoli (foto Ruju)

di Giancarlo Tommasone

Rilancio della Galleria Principe di Napoli, quando, alcuni giorni fa, è stata annunciata la riapertura, al termine di lavori di restauro, l’assessore Alessandra Clemente ha rilasciato una dichiarazione congiunta, insieme al collega Carmine Piscopo. «La riapertura – ha dichiarato la delegata del Comune di Napoli, ai Giovani e al Patrimonio – è il primo step di un intervento più complessivo di restauro, che l’Amministrazione de Magistris, sta portando avanti, per un importo di circa 10 milioni di euro, nell’ambito del Contratto Interistituzionale di Sviluppo».

Il comunicato
stampa del Comune

Ma da dove proverrebbero detti 10 milioni di euro? Non certo dal Comune, che come tutti sanno è in predissesto. Si tratterebbe piuttosto di parte di risorse europee messe a disposizione per il rilancio del centro storico partenopeo. Per la gestione dei fondi (europei e nazionali), la pubblica amministrazione è affiancata dall’agenzia Invitalia.

I progetti nell’ambito del Cis, seguiti da Invitalia (fonte sito invitalia.it)

E allora andando a guardare i progetti relativi ai Contratti istituzionali di sviluppo, citati dalla Clemente (10 milioni di euro), è possibile rendersi facilmente conto come Napoli non compaia tra le città interessate dai progetti, vale a dire: Matera, Taranto e Foggia. Un altro Cis, invece, è relativo al Molise.

Le città interessate dai progetti

I dati sono consultabili sul sito on line di Invitalia, e smentiscono in maniera perentoria e inoppugnabile, il contenuto delle dichiarazioni rese dall’assessore ai Giovani e al Patrimonio. I dieci milioni del Cis non ci sono. Questa è un’altra fake news messa in giro dal Comune di Napoli, nel caso, attraverso le dichiarazioni di Alessandra Clemente e Carmine Piscopo.

Da qualche giorno, Stylo24 si sta occupando della Galleria Principe di Napoli, e di un progetto per il rilancio, da parte di privati, che è bloccato a Palazzo San Giacomo dallo scorso febbraio.

Il project financing
presentato da Leukos,
lo scorso febbraio

Il project financing presentato da Leukos si prefigge di recuperare la Galleria Principe, facendola diventare un polo commerciale, di attrattiva sociale e culturale. L’idea da cui ripartire è la Galleria Sordi, di Roma. Lo spazio, nelle intenzioni di Leukos, che mette sul piatto otto milioni di euro, dovrebbe essere intitolato a Totò. Il progetto, però, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, sarebbe «osteggiato» dall’assessore Clemente. Quali i motivi?

Lo abbiamo chiesto alla diretta interessata dalle colonne del nostro giornale, ma non ci è arrivata risposta. Nel frattempo, come testimoniano le foto che ripubblichiamo, la galleria «incerottata» continua a essere soltanto un ricovero per senzatetto. La domanda che rivolgiamo oggi all’assessore Clemente, è questa: perché, per il restauro della galleria, parla di 10 milioni di euro, nell’ambito del Contratto Interistituzionale di Sviluppo, se Napoli, come abbiamo provato, dati alla mano, non è interessata dai progetti Cis di Invitalia?