L’Amministrazione de Magistris aveva comunicato alle agenzie funebri di non poter più assicurare il servizio

Stop alla tumulazione delle ceneri, poi il dietrofront. Il Comune di Napoli ieri mattina aveva dato comunicazione alle agenzie funebri di «non poter più procedere alla tumulazione delle ceneri». In sostanza le persone non avrebbero potuto accompagnare il proprio caro estinto in chiesa, tantomeno al cimitero, in caso di cremazione. Con tanto di cartello apparso negli uffici delle agenzie, con i quali si informavano i cittadini come da oggi fossero sospese le operazioni di deposizione delle cenere.

Poi una riunione e la rivolta dei seppellitori, che avrebbero di fatto perso il più del 70 per cento del proprio lavoro. Basti pensare che sette defunti su dieci, nei cimiteri di Napoli, entrano nelle urne cinerarie, essendo oramai la pratica più diffusa. Alcuni lavoratori di agenzie funebri spiegano: «Si era deciso di non far entrare più urne all’intero del cimitero per la deposizione delle ceneri. Questo ha chiaramente messo in allarme i seppellitori, oltre al fatto di creare un disagio alle famiglie. Con il buon senso e dopo le rimostranze degli operatori cimiteriali alla fine il dirigente del servizio ha disposto la revoca della decisione assunta in precedenza. Basterà così rispettare le distanze di sicurezza previste nei dpcm e consigliate dalla Protezione civile e Iss e si potranno continuare ad effettuare questo tipo di operazioni».

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