Gabriella-Fabbrocini

di Gigi Buoninconti

Gabriella Fabbrocini, capolista di Noi con l’Italia alla Camera nel collegio plurinominale di Napoli e candidata nei due collegi plurinominali in provincia (Napoli Nord e Napoli Sud), è Medico-Chirurgo, specializzata in Dermatologia e Venereologia. Dal 30 Marzo 1994 è stata nominata Ricercatore universitario e ha successivamente rivestito il ruolo di Responsabile di Settore Assistenziale in diverse sezioni della Clinica Dermatologica, presso la quale è attualmente responsabile del Settore di Fisiopatologia cutanea e Dermatologia Ortodermica Fisico-strumentale. Ha preso parte a numerosi trials clinici riguardanti diversi ambiti della dermatologia con particolare impegno nel campo dell’acne e delle dermatosi correlate, dell’invecchiamento cutaneo e della fotodermatologia.

Gabriella-Fabbrocini

 

Quale coalizione oggi può dare stabilità al Paese?

Sicuramente il centrodestra, c’è bisogno di governabilità e per questo è necessario un numero congruo di onorevoli e senatori che consenta di fare delle riforme strutturali. Il centrodestra, proprio per un fatto di calcolo matematico, è vicino al 40%, quindi ha quel numero di parlamentari che servono per ottenere una maggioranza qualificata.

Perché i napoletani dovrebbero votare Noi con l’Italia e dunque lei?

Perché siamo un gruppo di moderati che da ormai 10 anni non trovano più casa. Rappresentiamo di fatto un’identità di professionisti, di famiglie e di gente che è abituata a lavorare, la cui vita non è fatta di sussidi ma è fatta di impegno non solo lavorativo ma anche nel sociale. Attraverso Noi con l’Italia possiamo portare la loro identità in Parlamento e contribuire a mettere su una politica economica, fiscale, di aiuto alle imprese, di aiuto ai giovani professionisti, di investimento per le famiglie e di ristrutturazione della sanità perché quest’ultima sia più vicina al cittadino e assicuri loro una sussidiarietà come è sempre stato nel nostro Paese. Ciò non può essere effettuato da aree estremiste che organizzano solo eventi di protesta e non hanno alcun tipo di programma realmente concreto.

Gabriella Fabbrocini
Gabriella Fabbrocini con Maurizio Lupi e Ciro Oliva

 

Lei viene dal mondo della sanità, di cosa c’è bisogno oggi in Italia?

Bisogna avere un po’ più di coraggio. Bisogna dare luogo per il meridione soprattutto, ad una diversa ripartizione della quota sul fondo sanitario nazionale, non più basato sull’età media dei cittadini (elemento penalizzante per il nostro meridione dove si rileva l’età media più giovane d’Italia), ma basato sui tassi di prevalenza di malattie e sui tassi di mortalità. In questo modo risulterebbe più facile rendersi conto che ci sono delle aree disagiate del paese dove bisogna investire di più per avere una sanità che vada alla stessa velocità del Nord. Bisogna avere il coraggio di investire in informatizzazione e digitalizzazione, in Health Technology Assessment. Ciò non significa più spesa ma maggiore risparmio e riduzione delle liste di attesa. Bisogna essere vicini ai medici di medicina generale e agli specialisti del territorio perché attraverso una medicina di prossimità, si possono ridurre gli accessi ospedalieri e fugare il così tanto assillante e famigerato scandalo delle barelle. Bisogna investire in formazione, rivedere il test di accesso a medicina perchè non sempre sono qualificati i migliori, devono essere ampliate le borse di studio per le specializzazioni perché i giovani devono avere la possibilità di realizzare i loro sogni. È necessario inoltre garantire un’adeguata offerta post-laurea con ampliamento delle borse di studio per la formazione in medicina generale affinché il neolaureato che non riesce ad entrare alla specializzazione, abbia comunque assicurato dallo Stato italiano un percorso formativo di qualità che faccia sì che il nostro medico sia quello che da sempre è ambito in tutti i paesi europei e anche dagli Stati Americani.

Firenze la provincia più longeva d’Italia secondo l’Osservatorio Nazionale della Salute. A seguire Monza e Treviso, mentre a Napoli e Caserta c’è una speranza di vita di oltre due anni inferiore a quella media nazionale. Come mai secondo lei?

Il tutto dipende dalle condizioni socio-economiche. La gente è poco attenta alla prevenzione, invece la prevenzione è un settore in cui la sanità dovrebbe investire in maniera strategica, proprio per prevenire e ridurre non solo i tassi di mortalità ma anche la spesa sanitaria. Nel mio campo ad esempio, un melanoma preso allo stadio iniziale ha un costo bassissimo, mentre preso in stadio avanzato ha un costo in termini economici, elevatissimo oltre ad essere causa frequente di morte per il cittadino.

Gabriella-Fabbrocini

 

La prima cosa che farebbe se venisse eletta?

La prima cosa che farei è creare delle task force che possano essere realmente dei suggeritori delle istanze dei cittadini. Purtroppo c’è uno scollamento tra la politica e il territorio e per questo c’è un continuo vento di protesta e siamo di fronte ad una campagna elettorale mai partita. La gente è sfiduciata. Credo che per cominciare a fare una buona politica e cominciare a fare riforme serie nel paese, sia necessario riavvicinare i cittadini alla politica, una politica seria, onesta, pulita e programmatica, fatta di concretezza. All’indomani della mia elezione il mio compito sarà dare risposta a quelli che ci hanno dato fiducia e ascoltare dunque i territori, presentando le loro reali istanze e non quelle che per noi possono sembrare reali.

Gabriella-Fabbrocini

Un suo pronostico sulle elezioni?

Se la quota di indecisi decide di appassionarsi alla campagna elettorale e capire un po’ lo scenario che si può configurare dopo il 4 Marzo, il centrodestra è vincente. Vorrei scuotere anche gli altri candidati del centrodestra, mi sembra che ci sia una campagna elettorale molto addormentata, molto sonnolenta. Bisogna ritornare nelle piazze e nelle case perché la quota di indecisi, pari al 30%, può fare la differenza. Invece se continuiamo in questa campagna elettorale così soporifera, non avremo un governo e non avremo una maggioranza.