giovedì, Giugno 30, 2022
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Mundo salva la Sardu: siamo tutti un’unica famiglia

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di Giancarlo Tommasone

Il rimpasto in Giunta è all’orizzonte a Palazzo San Giacomo; al di là dei nomi che si fanno per integrare e sostituire componenti della squadra, tiene banco anche il «caso» dell’assessore Alessandra Sardu, che fino a qualche mese fa era espressione «esclusiva» dei Riformisti del consigliere Gabriele Mundo. Sardu è entrata a far parte del team del sindaco Luigi de Magistris in seguito al rimpasto di maggio 2017. Poi dal gruppo dei Riformisti è passata in deMa. Nell’associazione ricopre da poco più di un mese l’incarico di responsabile al dipartimento Esteri. Proprio sul colore che adesso, esprime politicamente l’assessore Sardu, Stylo24 ha raccolto le considerazione del suo «mentore», Gabriele Mundo.

Alessandra Sardu, assessore alla Trasparenza del Comune di Napoli

Consigliere, si può dire che nel momento in cui Sardu è passata in deMa, i Riformisti hanno «perso» un assessore?
«Assolutamente no. Noi siamo tutti quanti sulle stesse posizioni di deMa, perché noi siamo i Riformisti democratici per de Magistris. Bisogna fare chiarezza: deMa non è diverso da noi, deMa è un grande contenitore e vi confluiscono tutte le anime che sostengono il sindaco di Napoli».
Quindi, sta affermando che nonostante sia passata in deMa, l’assessore Sardu è allo stesso tempo espressione dei Riformisti?
«Certo. Resta una nostra espressione. La sua iscrizione a deMa è stata concordata tra noi, il sindaco e lo stesso assessore. Sardu l’ho indicata io, il sindaco non la conosceva neanche, né lei conosceva de Magistris. E’ una mia creatura, una persona che io ho individuato quale risorsa per la città, per la Giunta e per il primo cittadino».
E non poteva continuare a restare solo nei Riformisti, quale la necessità di posizionarsi anche ufficialmente nelle file di deMa?
«Perché molti tra i Riformisti sono anche di deMa, le due cose non sono in contraddizione. Sardu non si è iscritta nel Pd, oppure, per esempio, è passata a sostenere, alla Regione, De Luca. Semplicemente, ha anche aderito a un movimento che ha gli stessi obiettivi dei Riformisti. Noi, ribadisco, esprimiamo una delle tante anime di deMa».
Quindi, alle prossime Regionali, lei sarà un candidato degli «arancioni»?
«Certo. E tornando al discorso di Sardu, voglio aggiungere, che tutti gli assessori, tranne Maria D’Ambrosio, espressione dei  Verdi, sono di deMa. Se non fosse così, assisteremo alla contraddizione di cui si parlava pocanzi».
Mettiamo il caso, che per assurdo, lei vada a fare l’assessore. Secondo l’assunto fin qui descritto, lei passerebbe nelle file di Dema?
«Premettiamo che non mi interessa andare a ricoprire tale tipo di incarico. Ma, ragionando per assurdo, potrei anche aderire al soggetto politico arancione, visto che non è in conflitto con le mie origini politiche, socialiste e riformiste, e nemmeno mi chiede di rinunciarvi».
Quindi ha intenzione di aderire all’associazione Democrazia e Autonomia?
«Non sono ancora iscritto, lo farò insieme agli altri, magari in occasione della prossima tornata utile».

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, con il fratello Claudio

Secondo lei, deMa correrà alle Europee?
«Credo di sì. Penso che il sindaco non possa saltare più alcun appuntamento elettorale. Perché è ormai arrivato alla sua seconda consiliatura, per la qual cosa deve candidarsi ad ogni tornata. Io dico che ad ogni elezione deMa debba esserci. O con Luigi de Magistris in campo, in prima persona o come allenatore. Chi fa politica non può permettersi di saltare alcuna competizione. Ciò rappresenta anche un ‘termometro’ per misurare la risposta dell’elettorato».
Un ‘termometro’ che ha fatto segnare temperature vicine allo zero alle scorse Amministrative in provincia, come mai?
«Credo che abbia influito il fatto che Luigi de Magistris non abbia dato ancora il via in merito all’organizzazione. Alle scorse elezioni è stata affidata a persone alle prime armi, che non hanno la debita esperienza. Io credo che il sindaco voglia affidare al fratello Claudio e ad altri pochi intimi, l’organizzazione delle prossime elezioni, per agire maggiormente sui territori e comporre le liste come vanno effettivamente composte».

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