(L'indagine è stata condotta dai poliziotti del commissariato Bagnoli)

Indagine lampo per scovare tre dipendenti infedeli: i reati ai danni della società di trasporto pubblico ancora una volta commessi nel deposito di via Nuova Agnano

di Luigi Nicolosi

Dipendenti infedeli, scatta il blitz nell’azienda regionale di trasporto pubblico Eav. Gli uomini della polizia Stato, al culmine di una delicata attività di indagine andata avanti per quasi un mese, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Sabatino Nappo, 45enne di Villaricca spedito agli arresti domiciliari, e di Francesco Romano e Vincenzo Giura, rispettivamente 63enne e 55enne, entrambi napoletani, sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il primo è accusato di un furto di 60 litri di carburante, gli altri di attestazione fraudolenta della presenza in servizio.

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L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura partenopea e condotta dagli esperti investigatori della squadra giudiziaria del commissariato Bagnoli, i quali pochi anni fa avevano già fatto luce su alcune misteriose sottrazioni di gasolio dal deposito Eav di via Nuova Agnano. Un copione che purtroppo si è ripetuto anche stavolta. Sabatino Nappo, stando a quanto emerso dall’indagine, nell’ottobre del 2020 avrebbe in più occasioni prelevato carburante per un ammontare di sessanta litri e con un danno di 70 euro per ogni singola sottrazione: il tutto sarebbe avvenuto usando il classico tubo in gomma immesso nei serbatoi dei bus parcheggiati nel deposito di Napoli Ovest. Il reato risulta inoltre aggravato dalla violenza su cose, poiché il 45enne si è avvalso di una barra in ferro per forzare la griglia di protezione del serbatoio del bus, e dall’abuso di qualità di dipendente Eurobus al quale l’Eav aveva affidato la manutenzione dei mezzi.

Quando a Romano e Giura, i due avrebbero con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, provvedendo il secondo ad attestare fraudolentemente la presenza in servizio del primo, mediante la lettura del badge, inducevano in errore l’Eav facendo apparire che Romano per periodi superiori a quelli di effettiva prestazione lavorativa era presente presso il datore di lavoro. In questo modo Romano avrebbe quindi percepito una retribuzione superiore alle ore di lavoro effettivamente svolte. I tre lavoratori infedeli non hanno però avuto alcuna possibilità di scampo grazie alla fittissima attività di indagine condotta dalla polizia: determinanti si sono rivelate in tal senso le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza interna.

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