di Giancarlo Tommasone

I furbetti del cartellino, o del badge, come ultimamente viene indicato, sono una categoria in forte crescita, sia a Napoli che in provincia. In ogni ambito lavorativo, si chiami municipio o ospedale. Una categoria dotata anche di una certa fantasia e dedita a diversi ‘trucchi’; senza considerare una vasta gamma di interessi, come si evince dalle inchieste della magistratura fin qui condotte.

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Furbetti del cartellino, carabinieri al Comune di Marigliano

Gli ultimi presunti furbetti sono stati scoperti a Marigliano. Si tratta di 61 dipendenti del Comune, che nelle scorse ore hanno ricevuto notifica della conclusione di indagini preliminari svolte dalla Procura della Repubblica di Nola. I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono quelli di truffa aggravata in danno del Comune e false attestazioni. L’indagine è partita a giugno del 2014 e si è protratta fino a febbraio scorso.
Da quanto è emerso, gli indagati, secondo la Procura, avrebbero “in più occasioni attestato falsamente il loro orario di servizio mediante raggiri”. In particolare, avrebbero usato indebitamente il badge inducendo in errore il Comune nel calcolo dell’attività lavorativa effettivamente espletata. Per la Procura è stato acclarato che “in modo reiterato, ciascuno dei dipendenti comunali attestava falsamente di aver svolto attività lavorativa risultando invece non presente nel Comune nelle date e orari indicati”. Un sistema su cui si sono concentrate per quasi quattro anni le attenzioni degli inquirenti.

Il sit-in organizzato dagli aderenti al Movimento infermieri campani e professioni sanitarie, precari e senza assegnazione di sede, davanti al Loreto Mare

Certo non è la prima volta e forse non sarà nemmeno l’ultima, che si scoprono episodi di assenteismo. Nei mesi scorsi, un intero ospedale, il Loreto Mare di Napoli è stato investito dallo scandalo dei furbetti del cartellino. Tra i casi emersi dall’inchiesta (che ha portato a una ottantina di rinvii a giudizio) anche quello di un medico che risultava presente mentre se ne era andato in taxi a giocare a tennis, a sbrigare incombenze di carattere privato oppure a fare acquisti in gioielleria.

Presunti assenteisti immortalati dalle telecamere dei carabinieri

O quello dell’amministrativo che aveva il compito di controllare i colleghi, e che – secondo l’accusa – in orario di servizio andava a fare lo chef in una struttura alberghiera. Nessuna categoria, scrivevamo, è esente dalla sindrome dell’assenteismo. A febbraio scorso 12 giardinieri stipendiati dal Comune sono stati indagati con le accuse, tra le altre, di truffa e sostituzione di persona. Un’abitudine che ha profonde radici nel tempo, dunque, quella di allontanarsi dal posto di lavoro. A settembre del 2016, a Napoli fu scoperto un giardiniere (dipendente di una Municipalità) che, secondo l’accusa, timbrava il cartellino, ma poi si dedicava a fare il falegname in una bottega nella zona di Poggioreale.

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