Il carcere di Salerno
Il carcere di Salerno

Situazione diventata insostenibile presso il carcere di Fuorni. Nella struttura salernitana, ormai, non si contano più le aggressioni portate a termine nei confronti della polizia penitenziaria e contro altri reclusi, da parte di detenuti. Il tutto viene favorito – secondo la denuncia delle sigle sindacali – dalla carenza di ‘baschi azzurri’ e da un numero eccessivo di persone ospitate nella struttura. Non solo scontri, ma anche materiale proibito che riesce ad arrivare nelle celle, come ad esempio chiavette usb, che potrebbero contenere foto e file con della ambasciate per colpire i gruppi avversi. Perché è stata registrata anche la circostanza che nel carcere sia in atto una guerra per la leadership tra i detenuti. Leadership che si estenderebbe di riflesso anche all’esterno del penitenziario. Una delle ultime aggressioni, in ordine di tempo, si è registrata lo scorso 9 gennaio. Secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, 5 detenute sono venute alle mani.

Allarme nel carcere di Salerno

A questo punto sono entrate in azione le due uniche poliziotte in servizio per riportare la calma, ma sono state coinvolte nello scontro ed hanno riportato contusioni e lesioni. Basandoci sul referto, una delle agenti è stata graffiata da una reclusa, mentre la collega, colpita con una testata, ha riportato un trauma cranico e numerosi ematomi. Due giorni dopo, invece, il Sappe ha denunciato quanto avvenuto nella Sezione I – reparto maschile – del carcere. Il sindacato di polizia penitenziaria ha fatto emergere particolari inquietanti sull’accaduto. Il carcere viene definito terra di nessuno.
«I detenuti coinvolti, tre o quattro, sono venuti a diverbio tra loro e poi sono passati alle vie di fatto nella prima mattinata, al momento della apertura delle celle. Un detenuto, da poco rientrato dal Reparto Isolamento per motivi disciplinari, è stato aggredito senza esclusione di colpi proibiti mentre un altro, forse intervenuto in difesa del compagno, è stato fatto oggetto dal lancio di olio» bollente. Secondo quanto descritto, lo scontro è maturato per imporre la legge del più forte ed acquisire una leadership interna ed esterna.
Il Sappe ha denunciato altri episodi: un detenuto è stato ricoverato con urgenza in ospedale poiché presentava una vasta e profonda ferita da taglio ad un braccio. Lo stesso giorno era stato rinvenuto alla Sesta Sezione – quella di isolamento-separazione – un altro apparecchio telefonico micro-cellulare mentre al Reparto colloqui è stata rinvenuta una pennetta usb che i detenuti utilizzano clandestinamente perché nelle celle sono in uso apparecchi televisivi a cui possono essere liberamente installate e utilizzate i suddetti supporti. La situazione è davvero di massimo allarme e alla fine di dicembre scorso ha fatto produrre una interrogazione parlamentare diretta al ministro della Giustizia.