Le condizioni allarmanti dei pilastri degli stabili in Viale Kennedy

Gli amministratori degli edifici diffidati dal Comune di Napoli

Stylo24, la scorsa settimana si è occupato della vicenda delle palazzine al 405 e al 425 di Viale Kennedy, pubblicando un video che mostra in maniera evidente, le condizioni in cui versano i pilastri delle fondamenta degli edifici. Condizioni tali che, dopo il sopralluogo, l’undici novembre hanno portato i vigili del fuoco a redigere un documento in cui è sottolineato: «Si dispone ad horas lo sgombero cautelativo di entrambi i fabbricati, nelle more di urgentissimi e improcrastinabili interventi di messa in sicurezza, predisponendo, inoltre, strutture a protezione dei fabbricati contermini e dell’adiacente viabilità, laddove per i fabbricati interessati dovessero verificarsi crolli parziali o totali».

La necessità
dei lavori di messa
in sicurezza
Altrimenti partirà
l’ennesimo
ordine di sgombero

In seguito al sopralluogo e alla comunicazione dei caschi rossi, il Dipartimento sicurezza della Polizia locale di Napoli, ha diffidato gli amministratori degli stabili in oggetto, ad ottemperare alle misure per la messa in sicurezza e «a presentare il relativo certificato di eliminato pericolo (cep) al Servizio sicurezza abitativa del Comune di Napoli, inviandone copia per conoscenza allo scrivente ufficio».

Così recita la nota del 13 novembre. Secondo quanto appreso da Stylo24, le opere per la messa in sicurezza degli stabili, sarebbero partite questa mattina. Alla fine degli interventi, dunque, gli amministratori degli stabili, dovranno fornire agli uffici comunali il certificato di eliminato pericolo, e solo allora, si potrà dichiarare che non sussiste oltre l’emergenza. Il Dipartimento sicurezza ha ribadito che dal cep a firma del tecnico abilitato, dovrà risultare «che a seguito degli accertamenti effettuati e degli interventi eseguiti, sia stato eliminato ogni pericolo per la pubblica incolumità specificando che le zone interdette e/o sgomberate possono essere praticate, oppure se persistono limitazioni all’agibilità». Il certificato, sottolineano dagli uffici della Polizia locale, deve contenere in calce la seguente dicitura: «Si solleva l’amministrazione comunale da ogni responsabilità nei confronti di terzi per quanto intimato nelle diffide».

La denuncia dell’ingegnere
alla polizia: mai firmato
quella consulenza

E c’è di più, il Dipartimento annota nel documento, che «con nota pec dell’8 novembre 2019, l’ingegnere G. M. (riportiamo solo le iniziali del professionista, ndr) si è dichiarato totalmente estraneo alla vicenda, affermando di non aver mai sottoscritto il certificato di eliminato pericolo del 2 luglio 2018, inviato con pec del 4 luglio 2019 dal signor G. G. in qualità di proprietario del locale interrato del fabbricato di Viale Kennedy numero 405, e con nota pec del 24 ottobre del 2019 dal dottor L. L. in qualità di amministratore giudiziario del condominio in Viale Kennedy 405». In effetti, come riportato dalla nostra testata, nella giornata dell’otto novembre scorso, l’ingegnere che, secondo il Comune, avrebbe firmato quella consulenza di parte (nel 2018), si è recato presso il commissariato di polizia Vasto-Arenaccia, dove ha presentato querela di falso in atto pubblico contro ignoti. Perché, ha dichiarato alle forze dell’ordine l’ingegnere, quel documento, lui non l’avrebbe mai prodotto, né tanto meno siglato e meno che mai presentato all’ufficio comunale che poi ha emesso certificato di cessato pericolo per gli edifici di Viale Kennedy, 405 e 425.

La paura dei genitori,
che non stanno
mandando i bambini
a scuola

Nel frattempo, il clima di paura non ha abbandonato i circa 150 inquilini che vivono nei due stabili, né i genitori dei bimbi della scuola dell’Infanzia Kennedy, a due passi  dalle palazzine interessate dall’emergenza. Molte mamme, infatti, continuano a far restare i bambini a casa, poiché temono che un eventuale crollo possa portare a tragiche conseguenze anche per la struttura dell’asilo. «Ho due gemelli che vanno alla Kennedy, ma non li sto mandando a scuola, perché ho paura che possa succedere qualcosa di brutto», dichiara una donna a Stylo24. In attesa che l’emergenza sia definitivamente scongiurata, va fatto un  breve riassunto della vicenda.

Leggi anche / Gli edifici sono a
rischio crollo, il vicino asilo si svuota

Lunedì 4 novembre, il Servizio di sicurezza abitativa del Comune di Napoli ha avvisato che, sulla base del certificato di eliminato pericolo prodotto il 29 ottobre 2019 (da un geometra incaricato dagli amministratori di uno dei condomini) l’allarme per gli stabili fosse cessato. La consulenza di parte effettuata il 29 ottobre, si era resa necessaria dopo l’ordine di sgombero consegnata agli abitanti degli edifici, tra il 25 e il 26 ottobre. Gli inquilini avevano dieci giorni per lasciare le case. Poi era appunto intervenuta la consulenza presentata al Comune di Napoli il 4 novembre. In base alla lettura della stessa, da Palazzo San Giacomo era arrivata la comunicazione di cessato pericolo.

L’intervento
dei vigili del fuoco
L’ultimatum
del Comune di Napoli

Sabato nove novembre, però, allertati da un gruppo di inquilini, sul posto si sono portati i vigili del fuoco, che hanno notato un preoccupante rigonfiamento che interessa un muro che confina con la scuola dell’infanzia e con la linea della Cumana. I caschi rossi, infine, hanno inviato la documentazione al Comune di Napoli, che ha poi chiesto agli amministratori dei condomini di avviare la messa in sicurezza. Nel caso in cui, non verranno effettuati i lavori che dovrebbero portare all’eliminazione dello stato di pericolo, non c’è altra strada da seguire, da parte del Dipartimento sicurezza abitativa del Comune, che quella dell’emissione dell’ennesimo ordine di sgombero. «Ci auguriamo che il Comune tuteli i nuclei in emergenza abitativa in via prioritaria e successivamente si pensi ad un piano di ristrutturazione degli immobili e riqualificazione dell’area. Nel rispetto della legalità, nessuno deve rimanere in mezzo ad una strada, ci sono asili nido vicino a quei palazzi. I bambini non possono scontare scelte sbagliate dell’Amministrazione a causa di un contenzioso a colpi di dubbie consulenze di parte che dichiarano il  falso».  Così in una nota l’ex deputato di Napoli, Amedeo Laboccetta, in merito alla vicenda degli edifici pericolanti in Viale Kennedy. «L’asilo va chiuso ad horas. Tuteliamo innanzitutto i bambini. Il Comune individui subito una soluzione in zona prima che possa avvenire una tragedia», ha concluso Laboccetta.