Fare qualcosa di concreto da lasciare al territorio.

Fuorigrotta è un quartiere che sorge nell’area Ovest di Napoli. Se si parla con chi vi abita, si avrà la netta sensazione di trovarsi nell’ombelico della città. E forse, per quanto non sia proprio al centro di essa, è tra quelli maggiormente e meglio (nei limiti del possibile) collegato con tutti gli altri. Fa parte della X Municipalità, con Bagnoli, e, proprio come tutti gli altri, soffre degli stessi problemi che, in quantità più o meno ampie, affliggono Napoli. Dai rifiuti, ai trasporti, passando per aree prive di illuminazione pubblica, in cui tende a proliferare la parte marcia del capoluogo campano. Che fa sua quelle aree troppo spesso lasciate al loro destino. Abbandonate, voltandosi dall’altra parte.

E proprio per queste zone, che, nel Consiglio della X Municipalità, la commissione Aree Negate, porta avanti un lavoro continuo e costante, che, negli anni, ha consentito di ottenere risultati importanti per tutti gli abitanti del quartiere. Come nel caso di piazzetta Maradona, trasformata da piazza di spaccio a laboratorio sociale, o a eventi come il maggio delle Aree negate, organizzato con le associazioni che hanno accompagnato l’evento con iniziative culturali in loco. Oppure ancora la corsia che consente agli abitanti di via Costantino di avere dopo anni un ingresso diretto alla strada (FOTO). Un investimento politico ed economico non da poco che ha visto come promotore proprio il presidente della 7^ commissione Aree Negate, il consigliere della X Municipalità, Gianluca Cavotti, di “Sinistra in movimento”. Stylo24 lo ha incontrato presso la “Casa del Popolo”, una struttura che sorge proprio a Fuorigrotta. “E’ il mio punto di riferimento da sempre. Mette insieme soggetti di varie estrazioni. Lo potremmo definire il cuore politico pulsante del quartiere, che al momento non ha partiti organizzati. Forse noi siamo l’unica realtà, oltre al Pd, presente sul territorio. Siamo l’unica struttura operante nel quartiere che fa attività concrete, che prova ad aprirsi al territorio, autofinanziandosi”.

Gianluca Cavotti, consigliere della X Municipalità

Insomma, un vuoto politico che si rispecchia in quello sociale e urbano. Quello che il consigliere Cavotti ha ben presente, in tutte le sue sfaccettature, a cominciare dal problema dei rifiuti. “E’ un tema sensibile alla mia persona e al nostro gruppo. Siamo convinti, e l’abbiamo sempre detto, che la situazione nella città si può risolvere solo estendendo la porta a porta sul territorio. Togliere i bidoni da Fuorigrotta, per noi è un primo passaggio indispensabile e fondamentale. Per questo abbiamo presentato, circa un anno fa, un progetto, insieme a degli urbanisti di ‘Riscatto urbano’ e a delle associazioni territoriali, per estendere la porta a porta su una parte più ampia di Fuorigrotta. Infatti, al momento viene fatta solo su via Caravaggio, nel Parco Persichetti. E’ un progetto che sembrerebbe essere stato accettato in via embrionale. Per questo chiediamo al Comune di velocizzare il percorso e di conferire maggiori risorse quanto prima alle periferie come le nostre, che a volte tendono a essere lasciate in secondo piano, ritrovandosi a dover far fronte da sole a problemi come quello dei rifiuti, anche per colpa di un non proprio ottimo funzionamento della partecipata”.

Perché il degrado urbano porta il proliferare di situazioni negative quali le violenze, gli scippi, le rapine. “Da studioso della sociologia, posso dire che diversi reati sono legati a un ambiente malsano. Non vogliamo trovare scuse, anzi, vogliamo essere propositivi per i cittadini. C’è bisogno di iniziare a migliorare quanto prima la qualità della vita nel nostro territorio. E questo passa prima di tutto attraverso l’estensione della porta a porta e l’eliminazione dei bidoni e in secondo luogo attraverso il recupero di quegli spazi attualmente negati alla popolazione, con il lavoro della commissione che attualmente presiedo”.

Spazi quali piazzetta Maradona o l’oasi Cerlone, nell’ex mercatino di Fuorigrotta. “Zone che al momento sono fruibili in parte o per nulla, perché il verde non è potato oppure manca la manutenzione costante. Anche per queste aree negate va fatto un lavoro con risorse adeguate, per riportarle allo splendore di un tempo”.

“Noi – continua – siamo verso la fine del nostro mandato e vogliamo portare risultati positivo per il nostro territorio attraverso una politica di qualità. Il lavoro che facciamo nella commissione aree negate che presiedo va oltre gli schieramenti e pensa al futuro del territorio. Vogliamo un quartiere vivibile, sano e alla portata di bambini e anziani. Davanti a questo, siamo anche disposti a dialogare con tutti quei settori, associazioni, imprenditori e anche altri movimenti politici sani, che vogliano la stessa cosa. E lo continueremo a fare anche in futuro, mettendo sempre più all’angolo una minoranza balorda che in certe condizioni finisce col prendere il sopravvento. Il problema – conclude – è dare continuità a ciò che abbiamo fatto e facciamo e perché ciò avvenga c’è bisogno di risposte importante e soprattutto fondi”.