Un fermo immagine del servizio trasmesso dalla trasmissione "Frontal 21" dell'emittente tv tedesca ZDF con i cosiddetti "forchettoni", che bloccano i freni di emergenza della funivia Stresa Mottarone

Nell’arco del mese, ma forse anche in precedenza, i ceppi che impediscono al freno di emergenza di scattare interrompendo la corsa sarebbero stati utilizzati in maniera eccessiva.

Potrebbe essere stato l’impiego massiccio dei cosiddetti “forchettoni”, durante la corsa della funivia del Mottarone, a causare, attraverso lo scarico di una tensione eccessiva sulla fune, la rottura all’altezza dell’attacco del carrello, provocando il crollo che lo scorso 23 maggio è costato la vita a 14 persone. E’ una delle ipotesi al vaglio dei consulenti della Procura di Verbania, che stanno portando avanti un lavoro che, tra le altre cose, richiederà un accesso interno alla cabina, al momento ancora sul posto, e che potrà essere rimossa solo con una serie di accorgimenti. Il che porterà i tempi a dilatarsi notevolmente.

I cosiddetti “forchettoni” sono dei ceppi che impediscono al freno di emergenza di scattare interrompendo la corsa. Quando la funivia è in funzione devono essere rimossi, ma quel 23 maggio sono stati lasciati sulla cabina 3. Dalle indagini è risultato come questo espediente sia stato adottato già diverse volte nel corso del mese e forse anche in precedenza.

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Intanto Eitan, il bambino di 5 anni unico sopravvissuto alla strage, ha lasciato il reparto di rianimazione dell’ospedale ‘Regina Margherita’ di Torino ed è stato trasferito in quello di degenza. Con lui c’è sempre la zia Aya, dopo la morte dei genitori nel crollo.

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