domenica, Novembre 27, 2022
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Avvertimento in stile «Padrino»: il clan uccise i cavalli del carro funebre

LA STORIA DELLA CAMORRA / Il macabro episodio si registrò nell’ambito dello scontro tra i Nuvoletta e i Mallardo, per il monopolio delle esequie nei comuni a nord di Napoli

di Giancarlo Tommasone

Nemmeno i cavalli impiegati per il traino della carrozza funebre vengono risparmiati dallo scontro tra i clan, innescato per il monopolio dei funerali a Marano e in altri comuni dell’area nord. Della circostanza rendiconta, il 13 gennaio del 2010, il collaboratore di giustizia Salvatore Izzo, che racconta: «I fratelli Cesarano erano “riconducibili” alla famiglia Nuvoletta. Con questa espressione intendo dire che per “tutti”, essi erano considerati espressione della famiglia di Poggio Vallesana. Quando parlo di “tutti” mi riferisco alla popolazione che, pertanto, sapeva che i Cesarano erano i Nuvoletta. Stessa cosa dicasi per gli affiliati del clan, che sapevano come l’agenzia di pompe funebri fosse strettamente legata alla famiglia, allora capeggiata da Lorenzo, Angelo e Ciro Nuvoletta».

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«Per quanto attiene ai comuni di Marano, Calvizzano, Quarto e comunque per tutti i comuni rientranti nella sfera “territoriale” del clan Nuvoletta, i Cesarano avevano il monopolio dei trasporti funebri, per cui nessuna altra ditta poteva organizzare esequie; ciò in conseguenza di specifica imposizione dettata dal clan di Poggio Vallesana», spiega il collaboratore di giustizia.

Che racconta un episodio avvenuto tra il 1984 e il 1985, periodo in cui Izzo gestiva una casa di riposo a Lago Patria, sul territorio di Giugliano. «In sintesi, essendo noi di Marano, quando decedeva un anziano nella casa di riposo, noi contattavamo la ditta Cesarano; dopo un po’ ricevemmo la visita dei titolari di una ditta che operava a Giugliano. Questi ultimi vennero in compagnia di tale Francuccio ’o napulitano, esponente di spicco del clan Mallardo, e pretesero che da quel momento ci servissimo in esclusiva della loro azienda», fa mettere a verbale il pentito.

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A questo punto, c’è la risposta del clan Nuvoletta, su richiesta, afferma Izzo, dei responsabili della ditta Cesarano. «Fecero intervenire all’uopo Angelo Nuvoletta, detto Angelotto, trovarono un accordo con la ditta di Giugliano, in forza del quale i Cesarano si sarebbero occupati della fornitura della sola bara ed il restante servizio sarebbe stato svolto dalla ditta giuglianese», afferma il collaboratore di giustizia. Ma i rapporti tra ditte e clan concorrenti, dopo qualche tempo degenerano. «In seguito, i Cesarano, non fornirono più le casse in conseguenza di ulteriore e nuovo “scontro” consistente in un atto intimidatorio consistente nell’uccisone dei loro cavalli (quelli utilizzati per i servizi funebri) in occasione di un servizio funebre», dice Izzo rendicontando sul macabro avvertimento.

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