Vincenzo Mazzarella e Luigi Giuliano

LA STORIA DELLA CAMORRA Il racconto dell’ex padrino Luigi Giuliano: avvenne dopo il pentimento dei miei fratelli

«I rapporti tra i Giuliano e i Mazzarella, risalgono a prima del 1996, vale a dire a prima del matrimonio tra mia figlia e Michele, il figlio di Vincenzo Mazzarella». A parlare è l’ex boss di Forcella, Luigi Giuliano, che depone in aula (nel corso di una udienza del processo imbastito contro Salvatore Giuliano) il 13 dicembre del 2005. «I contatti, per lo smercio di droga e la vendita di armi, erano tenuti da mio fratello Salvatore e da tale Gennaro 17, che andavano a casa di Vincenzo Mazzarella, col quale avevano affari in comune. Tali rapporti risalgono, lo ripeto, a molti anni prima al 1996. I rapporti sono stati sempre ottimi», spiega al presidente della Corte, Giuliano.

I rapporti tra i due gruppi cementati dal matrimonio
tra Marianna Giuliano e Michele Mazzarella

«Io – continua l’ex padrino – incontrai Vincenzo Mazzarella nel 1996, a casa sua, poco prima che mia figlia sposasse il figlio di Vincenzo, e poco prima che quindi diventassimo parenti, consuoceri. Ci cominciammo a vedere, dunque, sempre con maggiore frequenza, sia a casa sua, che a casa mia. Poi, siccome io ero un camorrista, lui lo stesso, decidemmo di avviare una sorta di collaborazione». «Come fu strutturato l’accordo tra lei e Mazzarella, per far vendere a quest’ultimo, droga a Forcella?», chiede il presidente della Corte. «Naturalmente ci fu bisogno sempre del mio permesso, e l’accordo fu strutturato sulla scorta dei rapporti solidi, di cui ho parlato, esistenti tra i Mazzarella e i Giuliano, molto prima del 1996», risponde il collaboratore di giustizia. «E quando, i Mazzarella si prendono il controllo, con le attività illecite, di Forcella?», domanda ancora il presidente. «Dopo il pentimento dei miei fratelli, e fui ancora io a dare il permesso a Vincenzo Mazzarella a gestire le attività illecite a Forcella», racconta Luigi Giuliano.

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