Vincenzo Casillo e Achille Lauri alias Comandante Marcos (fonte profilo Facebook Achille Marcos Lauri)

DONNIE BRASCO ALL’OMBRA DEL VESUVIO Achille Lauri, alias Comandante Marcos: fui segnalato al Sisde da Vincenzo Casillo

di Giancarlo Tommasone

Dice di essere in possesso di documenti che accertano la sua appartenenza ai servizi segreti, al Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) nel caso specifico. E’ Achille Lauri, alias Comandante Marcos. Oggi 73enne, originario di San Gennaro Vesuviano, e residente nell’Avellinese. Stylo24 si è messo sulle sue tracce, dopo che Lauri aveva focalizzato l’attenzione mediatica per l’intervista rilasciata a Giuseppe Pizzo di «Chi l’ha visto?», trasmissione che aveva individuato il Comandante Marcos come tramite – a suo dire – con centinaia di ragazze scomparse, non ultime due giovani che si erano allontanate da una comunità del Lazio.

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Il nostro quotidiano ha rilevato come Lauri figuri – stando a carte giudiziarie dell’epoca che abbiamo visionato -, tra i componenti della Nuova famiglia, l’organizzazione criminale che scese in guerra contro la Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Raggiunto attraverso un programma di messaggistica istantanea, Lauri, relativamente alla sua affiliazione alla Nuova famiglia, e all’inquadramento nell’intelligence civile, ha rivelato: «Ero un infiltrato nella Nuova famiglia, e per conto del Sisde, dal 1978».

Leggi anche le prime
due puntate dell’inchiesta:
E’ un ex camorrista il Comandante
Marcos, contatto di ragazze scomparse
Perché l’ex pentito dice
essere stato uno 007 del Sisde?

A dimostrarlo, afferma, ci sarebbero numerosi documenti in suo possesso. Documenti, «che per ovvi motivi, non posso inviare, e che nel caso si verificheranno le giuste condizioni, mostrerò da vicino». Quindi lei non ha mai fatto parte delle Nuova famiglia? Gli chiediamo. «Era tutta una copertura, il gancio per entrare nel Sisde fu il mio amico Vincenzo Casillo (considerato il braccio destro di Raffaele Cutolo, ndr). Neanche lui era un camorrista, era come me un agente dei servizi infiltrato nella camorra», afferma Lauri.

Quindi, stando a quanto sostiene il Comandante Marcos, non sarebbe altro che una sorta di Donnie Brasco. Solo che si sarebbe mosso, non tra le strade di New York come faceva Joe Pistone (vero nome di Brasco, ndr), agente dell’Fbi infiltrato nelle famiglie di Cosa nostra americana, Bonanno e Colombo, ma all’ombra del Vesuvio, calato dal Sisde nei panni di un camorrista della Nf. «Camorrista», che poi, attraverso le sue dichiarazioni portò a una maxi operazione che costò il carcere a oltre 500 malavitosi.

III Continua

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