Domenico D'Andrea, alias "Pippotto"

Domenico D’Andrea, il 38enne napoletano preso dopo la sua evasione dal penitenziario umbro, dove scontava l’ergastolo per l’omicidio dell’edicolante Salvatore Buglione, era stato trovato positivo a un controllo antidroga.

Era stato trovato positivo alla morfina durante un controllo antidroga a campione avvenuto tre giorni fa all’interno del carcere di Perugia. E per questo rischiava di perdere il beneficio del lavoro all’esterno, al quale era stato ammesso ai sensi dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario.

Ci sarebbe la paura di perdere il suo lavoro di addetto alle pulizie e di tornare in cella, quindi, dietro la fuga di Domenico D’Andrea, 38enne detenuto napoletano, evaso venerdì pomeriggio, che nel penitenziario umbro sconta l’ergastolo per l’omicidio di Salvatore Buglione, ucciso nel settembre del 2006 nella sua edicola in via Pietro Castellino a Napoli durante una rapina finita male.

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La sospensione del beneficio, fanno sapere dal carcere, non era automatica e l’episodio era all’esame del consiglio di disciplina. Preso poche ore dopo, “Pippotto” ha raccontato che non aveva premeditato la fuga e la polizia ritiene che non avesse complici o contatti a Perugia.

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