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Sono 11 le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta partita in Piemonte e che ha interessato anche l’Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio, la Campania e la Calabria.

Sequestro di beni per 25 milioni di euro al termine di due anni di indagini che hanno fatto luce su un complesso meccanismo di frode fiscale che partiva da Cuneo per arrivare al resto del Piemonte ed ha interessato anche l’Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio, la Campania e la Calabria. Undici gli indagati. Si tratta di imprenditori, professionisti e prestanome che agivano tramite la formazione di crediti Iva inesistenti, sfruttando indebitamente l’istituto, previsto dalla normativa, dell’accollo fiscale.

Il provvedimento di sequestro e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Cuneo, Alberto Boetti, al termine delle indagini della Procura e dalla Guardia di finanza. Il sofisticato meccanismo di frode ha visto coinvolte sei societa’, tutte con sede in Roma, ed e’ stato reso possibile anche grazie alla compiacenza di due professionisti, che apponevano il visto di conformita’ sulle dichiarazioni fiscali contenenti il credito inesistente, venendo ricompensati di questa condotta illecita attraverso una percentuale sul risparmio tributario ottenuto.

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Tra i beni sequestrati dalle Fiamme gialle ci sono 21 immobili, tra cui un prestigioso appartamento in un quartiere di lusso nella capitale, 33 terreni, 6 autovetture e quote societarie di 27 societa’, quest’ultime per un valore nominale di oltre 1 milione di euro.