43enne arrestato nel Casertano

E’ caccia al complice dell’uomo finito in manette: il cadavere non è stato mai ritrovato

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito a Frattamaggiore (Napoli) un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal Gip di Napoli su richiesta della locale Dda – nei confronti di un 34enne ritenuto contiguo al clan camorristico Pezzella, operante a Cardito e comuni limitrofi, “gravemente indiziato” di omicidio volontario in concorso, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, reati aggravati dalle modalita’ mafiose e finalizzato ad accrescere il prestigio del predetto sodalizio criminale.

L’indagine, coordinata dalla Dda partenopea, e’ stata avviata il 14 febbraio scorso, quando la moglie di Vincenzo Pellino, 44enne, gia’ affiliato al clan Pezzella, denuncio’ la scomparsa del marito. Dalle indagini e’ stato documentato che Pellino e’ stato ucciso con le modalita’ della cosiddetta lupara bianca.

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Per l’omicidio sono emersi “gravissimi indizi” a carico dell’indagato che avrebbe agito, assieme a un’altra persona al momento non identificata, uccidendo a colpi d’arma da fuoco Pellino e occultandone il cadavere (a oggi non ancora rinvenuto). I militari hanno appurato che Pellino il giorno prima aveva incontrato il 34enne nei pressi di un esercizio commerciale di Frattamaggiore e i due si erano allontanati a bordo dell’auto dell’arrestato. Da quel momento nessuno ha piu’ visto Pellino, salvo poi scoprire che e’ rimasto vittima di omicidio: il delitto, concludono gli inquirenti, “e’ da ascrivere ad un’epurazione interna al clan in questione”.