di Francesco Vitale

Forse non tutti sanno che, i francobolli, almeno la stragrande maggioranza di quelli prodotti in Italia a partire dal 1967, non scadono. E che ancora oggi è possibile spedire una lettera, una cartolina o un plico, con carta-valore in lire (naturalmente raggiungendo il corrispettivo prezzo corrente espresso in euro).

ad

In questo senso, la vecchia cara
moneta utilizzata prima dell’avvento dell’euro, resiste e continua
ad avere un suo mercato parallelo

Un francobollo celebrativo della Giornata della Filatelia

Ci sono ancora tagli da 600 lire, ma anche da altri importi. E non perdono valore nel tempo. Dal primo gennaio del 2002 (data dell’entrata in vigore della moneta europea) si creò un po’ di confusione in merito, tanto che il Comitato euro del ministero dell’Economia dovette produrre e diffondere una delibera chiarificatrice. L’atto sgomberava il campo da ogni dubbio.

Nel documento, infatti, era possibile leggere che i valori bollati esprimenti valore «facciale solo in lire» potevano essere utilizzati
a tempo indeterminato anche dopo il primo gennaio del 2002,
fino ad esaurimento scorte

Sono dunque validi a tutti gli effetti anche oggi. Nell’ambito di una inchiesta, il quotidiano La Stampa ha chiesto chiarimenti sulla legalità del mercato parallelo – in cui avvengono scambi di francobolli con l’importo segnato in lire – direttamente alle Poste Italiane. Assolutamente tutto regolare, anzi alcuni tabaccai e alcuni uffici postali avrebbero ancora delle scorte di francobolli con il prezzo espresso nella moneta di una volta.

Spedire con francobolli ante euro è più vantaggioso

C’è di più, parecchi «affezionati» continuerebbero a spedire lettere con carta-valore in lire, perché i vecchi francobolli si acquistano a prezzi molto vantaggiosi. Ce ne sono in circolazione ancora tanti, che sono rimasti letteralmente sullo stomaco a chi, con l’avvento dell’euro e della nuova produzione filatelica, aveva ben pensato di acquistare interi fogli di francobolli in lire, per rivenderli poi a collezionisti a prezzi maggiorati.

In circolazione ancora milioni di esemplari in lire

E’ andata in modo diametralmente opposto: chi ha provato a speculare (con chiaro insuccesso) a un certo punto è stato costretto a svendere pur di liberarsi della gran quantità di pezzi acquistati. Sul mercato parallelo dovrebbero esserci diversi milioni di pezzi ante euro. Un esperto contattato dalla Stampa, fornisce ulteriori delucidazioni: non tutti i francobolli prodotti dopo il 1967, sono ancora utilizzabili. Si tratta di quelli, già all’epoca, finiti nella black list perché «bersagli» della falsificazione; tra questi quelli della serie «Italia Turrita» e della posta aerea «Democratica».