Franco Roberti

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Franco Roberti, ma non solo: si va definendo lo schema delle liste del Pd per le prossime europee e, dopo Giuliano Pisapia e Carlo Calenda, arriva il si’ del magistrato assieme a quello di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa impegnato nell’accoglienza ai migranti, e di Caterina Chinnici, magistrato e figlia del giudice Rocco, assassinato dalla mafia nel 1983. Sara’ proprio Chinnici a guidare le liste nelle isole davanti a Bartolo. Nomi di cui si era parlato nei giorni scorsi e che saranno ufficializzati durante la direzione che dovrebbe tenersi giovedi’ o, al piu’ tardi, venerdi’: all’ordine del giorno – stando a quanto si apprende da fonti parlamentari – c’e’ l’approvazione delle liste e non ancora la segreteria, come pure era stato ipotizzato.

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Al Sud i giochi sono rimasti aperti e sembrava che il segretario Pd, Nicola Zingaretti, si trovasse in difficolta’ nel reperire candidati che rispondessero al profilo di un Pd “aperto alla societa'” che egli vuole dare alle liste per le europee. Ieri, invece, l’annuncio: “E’ grande la soddisfazione di poter annunciare che Franco Roberti ha accettato di guidare la nostra lista alle elezioni europee nella circoscrizione Sud. Ed e’ per me un grande onore che Roberti, ex procuratore nazionale Antimafia, abbia accettato di essere con noi in questo importante passaggio”.

 

La storia professionale del 71 enne Franco Roberti parla di una vita dedicata alla lotta alla criminalita’ organizzata in Italia, da quell’avamposto che e’ la Procura della Repubblica di Napoli. Nel 1982 diventa sostituto procuratore nel Tribunale del capoluogo campano, carica che ricoprira’ per quasi undici anni, occupandosi di reati contro la pubblica amministrazione e di criminalita’ di stampo terroristico-eversivo anche internazionale. Nel 1993 arriva la nomina a sostituto procuratore antimafia presso la Direzione Nazionale Antimafia. Nel 2001 diviene procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e svolge contemporaneamente (fino al 2005) funzioni di coordinatore della sezione competente per i delitti contro la personalita’ dello Stato e per i delitti commessi con finalita’ di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordinamento costituzionale, nonche’ della sezione competente per le misure di prevenzione.

Nel 2006 passa a coordinare la Direzione Distrettuale Antimafia presso la procura di Napoli e da qui conduce la battaglia dello stato contro il Clan dei Casalesi, che porto’ alla sconfitta dell’organizzazione con l’arresto di tuti i latitanti. Nel 2009 diviene Procuratore della repubblica presso il Tribunale di salerno e coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. nel 2013 il Consiglio Superiore della Magistratura lo nomina Procuratore Nazionale Antimafia che egli manterra’ fino al pensionamento, nel 2017. Nel 2018, infine, l’ingresso in giunta alla regione Campania.

 

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