smart

di Francesca Piccolo.

Francesco Maisto architetto di Giugliano, da ottobre Presidente dell’ente Parco regionale Campi Flegrei, nomina nelle corde vibranti del Presidente della Regione Vincenzo De Luca, piglio giovane, dinamico, militanza di famiglia di quelle “sezioni del partito e pancia a terra”, è entrato “come ospite” – ci precisa nella gestione dell’Ente ma in piena attività da quattro settimane.

In che condizioni ha trovato questo Ente?
La prima cosa che ho dovuto fare è assicurarmi l’ufficio, che tra l’altro, versa in condizioni anche troppo spartane, c’era una procedura di sfratto della sede ed ho subito sottoscritto un protocollo di intesa con il Sindaco di Bacoli, Giosi della Ragione, per rinnovare il comodato d’uso”. 

Quale è stata la sua prima impressione del lavoro che è stato chiamato a svolgere e che sembra ogni volta partire da zero? Anche il suo predecessore portava come un fiore all’occhiello la destinazione definitiva della medesima sede operativa…
“Relativamente alla sede del Fusaro dell’Ente Parco, il Presidente Maisto ci tiene a ringraziare – chiede di stigmatizzare – oltre al Sindaco di Bacoli, il Commissario del Centro Ittico Campano, il dott. Domenico Oriani, che si è sempre dimostrato collaborativo e favorevole all’accoglimento delle richieste dell’Ente Parco di mantenere la sede legale nel Complesso Vanvitelliano”. Poi aggiunge: “non mi piace polemizzare, ho una visione “operaista” del mio lavoro e per prima cosa con i miei quattro impiegati (tutti distaccati dagli uffici regionali) che definisco “eroi” e un po’ di amici, grandi e piccoli, abbiamo pulito e raccolto ogni tipo di rifiuto, dalle carte alle sterpaglie. Ma francamente ciò che ho visto e dispiace di più è tanto disinteresse, mi piacerebbe invertire la tendenza partendo dalla popolazione e innescando iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione specie con le scuole, credo da architetto nell’educazione alla ecosostenibilità, praticando ogni giorno i luoghi di straordinario valore naturalistico e storico come se fossero il giardino della propria casa”.

A chi spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria dei siti del Parco? 
Spetta alla Provincia, oggi Città Metropolitana e in parte ai comuni che hanno pertinenza su questi luoghi“.

Quali sindaci ha già incontrato per rappresentare le sue prossime iniziative? 
In primis il sindaco di Bacoli per necessità, che ho rivisto proprio ieri durante una visita privata del ministro della Cultura Dario Franceschini che ho accompagnato in alcuni siti tra cui la Casina e il complesso Termale di Piscina Mirabilis. Ho già chiesto formalmente un incontro con il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia per parlare delle condizioni dei due laghi e del Parco, ma attendo risposta già da un po’. 

Quindi è a conoscenza della situazione di incuria in cui versano i due laghi, in particolar modo il Lago D’Averno dopo le piogge degli ultimi mesi è esondato e ha portato su detriti naturali e non solo, e il Lago di Lucrino si sta prosciugando per la sabbia che entra dal canale con l’abbassamento del livello dell’acqua? 
“Questo è il mio obiettivo avere quanto prima la fotografia di questo disordine, per quanto possibile e al netto di tutti gli interventi molto spesso inopportuni e a volte dannosi se non si calcolano prima le conseguenze geomorfologiche a lungo termine”. 

A quali progetti fa riferimento? Sull’Averno ci sono stati lunghi lavori di scavo dal 2016 ad oggi per il collettamento della rete fognaria, e sulle sponde per telecamere e pali per luci intelligenti mai installati? 
A tutti, perché negli anni ci sono stati numerosi interventi e fondi da gestire, tra cui quello a cui lei fa riferimento, il progetto Grandi Laghi che parte dal 2013 circa se non prima e su cui si è incrociato il progetto della rete fognaria. Però solo oggi abbiamo come Ente Parco uno strumento in più che ci è stato conferito con la delibera regionale n.684 del 30 dicembre scorso, con cui si assegna la gestione diretta delle aree SIC (siti di importanza comunitaria) e ZPS (zone di protezione speciale, rif. Natura 2000 UE e Min Ambiente) ben undici aree di interesse archeologico e storico – naturalistico per cui è necessario un tavolo con tutti i comuni dell’area”. 

Esiste un monitoraggio nei vostri archivi degli interventi di antropizzazione sui laghi d’Averno e di Lucrino? 
Sicuramente abbiamo a disposizione una notevole carteggio e memoria storica e per quanto in passato non sia stato fatto valere il principio del monitoraggio puntuale affidato all’Ente Parco, soprattutto come concetto di precauzione trattandosi di aree SIC, possiamo oggi recuperare tutti gli atti “prodromoci” e gli interventi autorizzativi in quelle aree, ripeto a beneficio dell’ecosostenibilità. Non sono contro l’antropizzazione, che crea economia e posti di lavoro, ma al gestore che mi dice se salvare il fenicottero o fare mangiare i figli, rispondo che salvando e tutelando la famiglia dei fenicotteri creerai futuro ed economia per i figli facendoli restare nel posto dove sono nati, è una questione di cambio di mentalità. 

Un cambio di mentalità è una bella sfida e gli interessi in queste aree sono tanti come pensa che sarà accolto questo vento di dinamismo? 
Affidandomi ai cittadini che coinvolgeremo in ogni fase sia di discussione sia di verifica, iniziando dai punti fermi, come per esempio il tavolo di concertazione nominato dal Commissario prefettizio a Bacoli allora in vigore che, disciplinò che qualsiasi atto del comune nelle aree di pertinenza dell’Ente Parco fosse necessariamente accompagnato da una relazione di incidenza rispetto all’habitat.”