F. C. e G. L. P. in una foto pubblicata su Facebook

di Giancarlo Tommasone

Hanno entrambi 15 anni e sono legati da una profonda amicizia testimoniata dagli scatti che li immortalano insieme sui social. Oltre ad essere originari dello stesso quartiere, la Sanità, hanno in comune il fatto che i loro nomi siano stati inseriti nel registro degli indagati per il ferimento di Arturo. Lo studente 17enne, nel tardo pomeriggio dello scorso 18 dicembre, fu lasciato quasi senza vita in via Foria, dopo essere stato accoltellato. Di quella «banda» formata da 4 ragazzi, secondo le ipotesi degli inquirenti, avrebbero fatto parte F. C. (che è stato poi condotto presso il carcere minorile di Airola) e G. L. P. Quest’ultimo, invece, è stato rilasciato poiché si è affidato all’alibi fornito dal suo datore di lavoro, che ha dichiarato alle forze dell’ordine, che durante le ore in cui si svolgevano i tragici fatti, il ragazzo si trovasse in bottega.

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F. C. e G. L. P. in una foto pubblicata su Facebook

Naturalmente ciò non toglie che nei confronti del 15enne continuino le indagini. Gli investigatori sono a caccia di riscontri anche su Facebook e proprio sul diffusissimo social emergono diverse foto che ritraggono insieme i due 15enni: li troviamo al mare in compagnia di altri coetanei, in piazza seduti su una panchina. Immancabili i messaggi di sfida e di ostentazione di forza con cui vengono presentate le foto: non abbiamo limiti; siamo solo cresciuti, mica cambiati.

Cerchiati, i due indagati per il ferimento di Arturo in Via Foria

Dai contatti in comune e da alcuni scatti emerge la presenza quasi fissa di un ragazzo all’apparenza più grande, un trait d’union tra i due indagati. Incrociando dati e profili ci imbattiamo poi nel fratello più piccolo del 15enne recluso ad Airola. È poco più di un bambino, ma non rinuncia a farsi scattare la foto da duro mentre impugna un’arma (ipotizziamo, la stessa con cui è stato ritratto il fratello) o mentre è insieme a un coetaneo.

Nel secondo caso niente da dire se non fosse per il fatto che il post venga presentato con parole inquietanti anche in virtù di quanto accaduto ad Arturo. Una frase, in uno sgangherato napoletano, che traduciamo così: per una ragazza 100 mazzate, per un fratello 101 coltellate. È pure da sottolineare il particolare, che tra i contatti comuni dei due 15enni, del fratello di uno di questi e di altri appartenenti alla loro stretta cerchia, ci siano ragazzi legati da rapporti di parentela a note famiglie del Rione Sanità.