Ma c’è chi non vuole finire nella rete di Salvini, soprattutto al Sud.

Secondo gli ultimi sondaggi, se si votasse oggi, ma comunque anche nella prima parte del 2020, come buona parte del centrodestra spera e crede, Forza Italia potrebbe non superare il 5%, con Fratelli d’Italia in doppia cifra e la Lega oltre il 30. Sono numeri importanti, che fanno tremare e hanno fatto pensare e non poco, come riporta un articolo di ‘Repubblica’, Marina e Piersilvio Berlusconi. I due figli del Cavaliere hanno deciso di evitare il crollo politico del partito fondato dall’ex premier e di cedere le armi a Matteo Salvini. Anche grazie al sostegno dell’ala più giovane e rampante dell’establishment Mediaset, Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione dell’azienda di famiglia, come appurato in una serie di riunioni molto ristrette e top secret delle ultime settimane in famiglia, la scelta è quella di sposare la “Lega Italia”, alla quale l’ex ministro dell’Interno darà vita col congresso milanese del 21 dicembre.

E il leader del Carroccio avrebbe già dato il via libera ad accogliere nelle liste un drappello di 20-30 parlamentari di Fi, soprattutto al Sud, per frenare l’ascesa sorprendente di Fdi. Per facilitare questa sorta di travaso, sarebbe entrato in azione l’ex coordinatore berlusconiano, al momento suocero proprio di Salvini, Denis Verdini. E sebbene qualcuno, come il senatore romano Francesco Giro, si dica “molto interessato al nuovo progetto della Lega di Salvini, di un movimento nazionale a vocazione maggioritaria”, c’è anche chi, come il duo Fedele Confalonieri-Gianni Letta, in osservanza alla lealtà a Berlusconi, che di certo non fa salti di gioia all’idea, anzi, resta fermo al suo posto.

Poi ci sono quelli che tutto vogliono, tranne morire leghisti, finendo “nella rete di Salvini”. Sono quei più di venti parlamentari vicini a Mara Carfagna, che mercoledì sera si sono ritrovati in un ristorante di Piazza di Spagna a Roma, raggiunti a fine cena dalla loro capocorrente. Tutti pronti a fare barricate per la candidatura del loro Mario Occhiuto in Calabria, dove si voterà il 26 gennaio. Nome al quale Salvini è pronto ad opporre il suo veto definitivo.