Succede che, qualche giorno fa, Conchita Sannino su «Repubblica» anticipi la notizia, confermata poi dal diretto interessato, di una possibile candidatura di Franco Roberti con Mdp alle prossime politiche.
Sarebbe il secondo procuratore nazionale antimafia a lasciare la poltrona di capo della Dna e a passare in Parlamento, dopo Piero Grasso, diventato, addirittura, presidente del Senato. La presenza di Roberti, nell’organo legislativo, potrebbe essere importante per varie ragioni, ma più di tutte per la profonda conoscenza dei meccanismi giudiziari e investigativi su cui è chiamato a esprimersi il Parlamento in un’epoca in cui le mafie stanno cambiando pelle e il terrorismo è molto più di un pericolo eventuale.

Succede poi che il vice coordinatore provinciale di Forza Italia a Salerno, Gaetano Amatruda, lanci una proposta che, più che una provocazione, è il manifesto dell’insipienza politica. Dice Amatruda a «Repubblica»: «Fi e l’intero centrodestra valutino la possibilità di un’intesa, una desistenza, se Roberti sarà in campo. Se il magistrato, infatti, dovesse scendere in campo a Salerno, contro Piero De Luca si esplori questa possibilità». Non contento, rincara: «Si scelga un simbolo della legalità contro l’illegalità, la trasparenza contro il sistema che fa l’elogio delle clientele. Non sia, a Salerno, la guerra fra destra e sinistra ma fra lecito ed illecito, fra Stato e vecchio consociativismo».

Vincenzo e Piero De Luca
Vincenzo e Piero De Luca

Qualche considerazione. La prima: così dicendo, Amatruda sottolinea che il centrodestra non è in grado di trovare una persona perbene da contrapporre a Roberti. È un’ammissione di inferiorità e di inadeguatezza che gli elettori di centrodestra, a Salerno come a Napoli, non meritano. Possibile che Forza Italia non abbia un candidato, che magari non sarà procuratore nazionale antimafia uscente, dalle qualità morali, culturali, professionali che rappresentino una garanzia per l’elettorato? Sono tutti banditi, quelli di Forza Italia, a Salerno? Speriamo di no.
La seconda: perché un elettore di centrodestra dovrebbe vedersi privato della possibilità di votare un candidato di area solo perché è necessario, per dirla con Amatruda, impedire l’elezione di Piero De Luca? Che c’entra la guerra ai De Luca’s con la proposta politica di Forza Italia? De Luca si batte, se ci si riesce, mettendo in campo ottimi candidati non certo accodandosi a quelli degli altri (Mdp è la sinistra Pd, giusto per chiarire le idee).
La terza: il centrodestra salernitano, con questa proposta, compie la stessa piroetta ideologica che fece Antonio Di Pietro teorizzando lo switch off tra magistratura e politica. Gli ultimi vent’anni hanno insegnato poco, evidentemente. Perché allora Forza Italia a Salerno non trova un buon nome, di ispirazione moderata, liberandosi così dalla sudditanza dell’equazione legalità=magistrato? Si può essere onesti e perbene, e sostenitori della legalità, della trasparenza, del lecito e dello Stato, anche senza aver vinto il concorso in magistratura. Magari, se lo trovano un tipo del genere, al partito riesce pure di vincere qualcosa da quelle parti, che è un po’ di anni che non succede. Chissà come mai.

sdm