Domenico De Siano e Cosimo Sibilia

Le indicazioni per rivestire l’incarico di coordinatore in Campania provengono direttamente da Arcore

di Giancarlo Tommasone

Grandi manovre in corso in Campania, sul fronte Forza Italia. Il coordinatore regionale Domenico De Siano (tra l’altro, reduce dalla bruciante sconfitta in casa, alle elezioni amministrative di Lacco Ameno) ha i giorni sempre più contati, e l’ipotesi che maggiormente prende piede per il nuovo assetto azzurro, è quella del triumvirato. Nei giorni scorsi era circolata la voce – poi rivelatasi falsa – che il parlamentare forzista Cosimo Sibilia (presidente della Lega nazionale dilettanti, e vicepresidente vicario della Figc) potesse diventare coordinatore regionale. Cosa assolutamente da non prendere in considerazione, anche alla luce del risultato che FI ha avuto in provincia di Avellino e nella zona di elezione di Sibilia, Mercogliano, dove alle scorse regionali il partito ha racimolato appena 115 preferenze (il 2,26%). Si è trattato di una vera e propria debacle. Relativamente al triumvirato che andrebbe a sostituire il coordinatore unico, dovrebbe essere composto da tre esponenti delle aree maggiormente rappresentative della Campania: quindi da un napoletano, un casertano e un salernitano. L’idea della «divisione in parti uguali» dell’incarico nascerebbe anche dalla necessità di evitare che ci siano delle concentrazioni di potere monocratico e autocratico, nelle mani di una sola persona. Ma qual è il profilo giusto per ambire al ruolo di coordinatore, o di triumviro? La precisa direttiva è arrivata da Arcore. Per staccare il pass c’è bisogno di una «attestazione» fondamentale: l’aver partecipato attivamente alla campagna elettorale. Ed è anche per questo che Sibilia (poco più del 2% dei consensi a Mercogliano, ndr) non può entrare nel novero dei papabili. La seconda caratteristica necessaria ai candidati è quella relativa all’appoggio di Stefano Caldoro. E’ fuori dai giochi chi ha osteggiato la candidatura dell’ex governatore della Campania, perché nei fatti si è opposto alla investitura che proveniva direttamente da Silvio Berlusconi. Stando così le cose, nemmeno la Carfagna potrebbe avere ambizioni a rivestire il ruolo di coordinatrice. Fonti romane confermano a Stylo24, che la vicepresidente della Camera non avrebbe alcun interesse a ricoprire questo ruolo, piuttosto potrebbe trovare spazio qualcun uno del suo entourage.

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