Mara Carfagna, Silvio Berlusconi e Stefano Caldoro

di Giancarlo Tommasone

Serie ripercussioni in vista, per Forza Italia, e non solo a livello nazionale, dopo l’epurazione di Giovanni Toti e lo smarcamento di Mara Carfagna, che rappresentano molto più che campanelli di allarme relativi alla disgregazione in atto. Nei fatti, Silvio Berlusconi ha deciso di annullare il coordinamento di presidenza azzurro, creando un tavolo di cinque coordinatori, all’interno del quale era stata inserita anche la deputata salernitana (insieme a Mariastella Gelmini, Annamaria Bernini, Antonio Tajani e Sestino Giacomoni).

Carfagna, però, ha fatto subito sapere che non avrebbe fatto parte di quello che ha definito «comitato di liquidazione» del partito, allargando il fronte della crisi forzista. Crisi che naturalmente si riverbera anche a livello campano e napoletano, dove, non dimentichiamolo, bisogna fare i conti con le elezioni ormai alle porte.

La corsa a Palazzo
Santa Lucia, la virata
su Agcom

Per quel che riguarda la corsa a Palazzo Santa Lucia, c’è da registrare che l’ex governatore Stefano Caldoro, indicato come il più accreditato candidato alla presidenza, da scafato politico quale è, leggendo in tempo, la situazione di «dismissione» del partito, avrebbe virato, da alcune settimane, verso la scelta di concorrere alla consultazioni per diventare componente Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che oggi, vede la presenza, come esponente del centrodestra, di Antonio Martusciello).

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E quindi, il partito, in Campania, si ritroverebbe senza nemmeno il candidato governatore. Al Comune di Napoli, la situazione appare ancor più critica, poiché Forza Italia non è mai riuscita a esprimere una classe dirigente cittadina in grado di proporre politiche attive sul territorio.

Tornando al livello nazionale, sarebbe in cantiere la federazione di movimenti, Altra Italia, progetto di Silvio Berlusconi; ma dovesse essere costituito, passeranno comunque dei mesi: non c’è abbastanza tempo per riorganizzarsi per le prossime consultazioni in Campania e a Napoli. E poi, va pure detto, che l’ex premier, è evidente, non è certo quello del 1994. Quale lo scenario? In un eventuale centrodestra unito, Forza Italia rappresenterebbe il fanalino di coda. Il «gruppo» sarebbe condotto, naturalmente dalla Lega, seguita da Fratelli d’Italia, che gli ultimi sondaggi danno davanti agli azzurri. Sia alla Regione, che soprattutto al Comune, a questo punto, si va verso una situazione che vede gli azzurri estromessi dalle candidature di peso e costretti a giocare di rimessa.