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di Giancarlo Tommasone

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Politica, termine che proviene dal greco antico politiké, vale a dire che attiene alla polis (la città stato) e al modello politico tipico, in quel periodo, in Grecia. Il termine, etimologicamente si rifà dunque alla città, al cittadino (polites in greco classico). L’ascolto del cittadino sta alla base della politica almeno dall’VIII secolo avanti Cristo, periodo in cui sorsero e cominciarono a diffondersi le poleis (città stato).

Non è certo una novità dei nostri tempi
né tanto meno delle scorse ore, raccogliere le istanze
del cittadino per governare

Il coordinamento regionale campano di Forza Italia, però, produce e diffonde un comunicato in cui è scritto testualmente: «Per la prima volta sarà infatti la politica, i dirigenti e gli amministratori del partito, ad ascoltare la società civile, cioè i cittadini, senza intervenire». Non sappiamo chi abbia ideato o autorizzato un comunicato del genere, che si regge effettivamente su un assunto vecchio di una decina di secoli e che il gruppo dirigente azzurro, evidentemente, scopre solo ora; tra l’altro beandosene anche pubblicamente.

Peraltro, verrebbe da chiedersi chi è che hanno ascoltato in tutti
questi anni, se solo oggi sentono l’esigenza di rivolgersi ai cittadini?

«Ad esporre la propria visione e le proprie istanze saranno, quali rappresentanti autentici delle diverse realtà sociali, i cittadini. Al tavolo, dunque, il cittadino imprenditore, il cittadino medico, il cittadino docente, il cittadino disabile, il cittadino volontario, e così via. In platea, ad ascoltare, i quadri, i sindaci, gli eletti di Forza Italia», recita ancora il testo del comunicato.

Viene da farsi qualche domanda: chi ha fatto lo scouting per individuare i cittadini che esterneranno le istanze? Si è pescato nell’elettorato azzurro? Non bastava scrivere cittadino e basta, evitando discriminanti, invece di specificare le categorie? Chi darà voce al cittadino operaio, al padre di famiglia, al pensionato, al cittadino disoccupato che non figurano nell’elenco?

La scelta del cosiddetto ‘meeting capovolto’, bisogna dirlo,
appare alquanto populista, perché di fatto insegue
il Movimento 5 Stelle proprio sul concetto di cittadino e di Base o Rete

C’è pure da considerare che tale tipo di scelta (quella di ascoltare le istanze del cittadino) viene fatta adesso che i forzisti sono impercettibili sia a livello nazionale che (soprattutto) locale: gli azzurri si rendono conto che sarebbe stato meglio condurre tale tipo di campagna, quando erano forti del governo regionale? Anche perché Caldoro è stato l’unico presidente uscente a non essere confermato. Il meeting per costruire «insieme la Campania» si terrà presso un lussuoso albergo del lungomare, l’Hotel Vesuvio (domenica prossima a partire dalle 10.30): non sarebbe stato più giusto, «veritiero», trasparente e sicuramente meno «controllato» tenere un incontro del genere in piazza (nell’agorà per restare in ambito classico), aperto alla cittadinanza (tutta)? E’ vero, in piazza, si potrebbe anche incassare un po’ di contestazione, ma quando si vuole ascoltare il cittadino e le sue istanze, bisogna esporsi anche a rischi del genere. Nel nome della polis, del polites e della politica, sedicente innovativa.

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