Un’agenzia assicurativa in piena regola, con tanto di sede, al Rettifilo, nella quale venivano staccati assegni. Ma era tutto falso. Così come le polizze che facevano riferimento ad ignari cittadini e spesso anche a persone decedute.

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Il tutto avveniva, secondo la Procura di Napoli, attraverso la clonazione di documenti di riconoscimenti, certificati anagrafici, libretti di circolazione, certificati di proprietà e documentazione della camera di commercio.

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Le polizze venivano, così, create e, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Leandro Del Gaudio, utilizzate da clienti compiacenti. A finire nei guai, ritenuti responsabili di frode assicurativa, due imputati, S.P. e G.M., entrambi residenti a Forcella.