sabato, Dicembre 3, 2022
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«Fondi pubblici per i pifferai di Putin», la RAI silura il prof. Orsini. Censurato il libero pensiero?

di aemme

Ieri l’indiscrezione del Foglio: Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss nonché abile analista geopolitico, avrebbe firmato un contratto da 12mila euro con Rai 3 per partecipare alla trasmissione Cartabianca condotta da Bianca Berlinguer. Oggi però Viale Mazzini ha deciso di fare un passo indietro. Evidentemente le posizioni dello studioso non sono viste di buon occhio (c’è chi erroneamente lo considera filo-Putin, ma non c’è niente di più falso): “La direzione di Rai 3, d’intesa con l’amministratore delegato della Rai, ha ritenuto opportuno non dar seguito al contratto originato su iniziativa del programma Cartabianca che prevedeva un compenso per la presenza del professor Alessandro Orsini nella trasmissione”. Questo il comunicato.

La RAI recide il contratto con il prof. Orsini

Anche dal mondo politico sono arrivate delle reprimende verso Orsini, parole al vetriolo che evidentemente hanno portato i vertici Rai a fare un passo indietro. Ad esempio, Andrea Romando del PD aveva considerato inaccettabile l’idea di destinare le risorse del servizio pubblico ai “pifferai pro-Putin”. In verità Orsini non ha mai detto di essere pro-Putin. Ha semplicemente detto che foraggiare la resistenza ucraina (che comunque, dal punto di vista militare non ha chance contro l’armata rossa) non può che fomentare la mattanza dei civili. La decisione di rivedere l’ingaggio di Orsini è la morte della democrazia, quella stessa democrazia che tanto proviamo a difendere con parole vuote e a questo punto prive di nerbo.

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