Ammonta a un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa), la richiesta di condanna per i vertici delle Fonderie Pisano di Salerno, per un dirigente pubblico e un tecnico di parte. E’ quanto è stato formulato questa mattina dai pm Silvio Marco Guarriello e Mariacarmela Polito nell’ambito del procedimento che si sta celebrando con rito abbreviato dinanzi al Tribunale di Salerno per presunti reati ambientali commessi nello stabilimento industriale di Fratte.

I pubblici ministeri
hanno chiesto
anche uno stop
di sei mesi all’attività
delle Fonderie
e una multa di 165mila euro

A processo ci sono gli imprenditori Guido, Ugo, Renato e Ciro Pisano, il funzionario pubblico Antonio Setaro e l’ingegnere Luca Fossati.

Questi ultimi due, secondo l’impianto accusatorio, avrebbero procurato ai titolari delle Fonderie «un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistente nel rilascio del decreto Aia, sia perché illegittimo, sia perché fondato su documenti contenenti false attestazioni». Agli imprenditori e componenti del consiglio di amministrazione, invece, vengono contestati reati di tipo ambientale.

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Nel procedimento si sono costituite 46 parti civili, tra cui i Comuni di Salerno, Baronissi e Pellezzano e diverse associazioni. «Il 22 settembre alle 9 saremo in piazza a Fratte per comunicare alla popolazione questa nuova tappa della battaglia che stiamo portando avanti», fa sapere Lorenzo Forte, presidente del comitato ‘Salute e Vita’ che da anni lotta per la tutela ambientale.