sabato, Agosto 13, 2022
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Fondazione Banco Napoli, Paliotto e CdA provano a restare in sella

Il loro mandato scade in autunno ma puntano a una proroga

di Fabrizio Geremicca

Rossella Paliotto (la presidente) ed il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Banco di Napoli in carica da novembre 2018 puntano a rimanere in sella oltre l’autunno, quando scadrà il loro mandato quadriennale. Il Consiglio Generale ha, infatti, avviato una interlocuzione con l’Acri, l’associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio delle quali fa parte, affinchè siano modificati due aspetti sostanziali del protocollo d’intesa siglato dalla stessa Acri con il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2015.

Il primo: il limite del doppio mandato che oggi scatta qualunque sia l’ organo statutario della Fondazione del quale si sia stati membri. Il secondo: il tetto dei quattro anni di durata in carica per l’Organo di Amministrazione, il Presidente e l’Organo di controllo. Il divieto del doppio mandato in generale impedirebbe alla presidente in carica, che ha fatto parte in precedenza del Consiglio Generale, di riproporsi per il ruolo di vertice della Fondazione e per ogni altro organo previsto dallo Statuto della stessa.

La proroga e il divieto del doppio mandato

Il limite dei quattro anni, a sua volta, farebbe decadere nel prossimo autunno il Consiglio di Amministrazione attualmente in carica, che è composto, oltre che da Paliotto, da Vincenzo Di Baldassarre (vice presidente), Francesco Caia, Luigi Sportelli, Donato Pessolano. La proroga degli organi in carica dovrebbe durare, secondo l’auspicio di gran parte del Consiglio Generale, «per un periodo pari a quello dello stato di emergenza dichiarato dal Presidente del Consiglio dei Ministri». Quanto al divieto del doppio mandato, dovrebbe essere limitato al medesimo organo statutario e non esteso agli organi statutari in generale.

Si vedrà nelle prossime settimane – c’è un nuovo Consiglio Generale in calendario il I aprile – se il dialogo avviato con l’Acri porterà i risultati auspicati dal gruppo che attualmente è al timone della Fondazione. C’è chi sostiene – ma sono indiscrezioni e come tali vanno riportate – che se l’Acri si irrigidirà nel pretendere il rispetto del protocollo siglato nel 2015 con il Ministero nella parte in cui fissa a quattro anni il limite massimo di durata del mandato del Presidente e del CdA ed esclude il doppio mandato qualunque sia l’organo statutario, la Fondazione potrebbe addirittura decidere di uscire dall’Acri.

Ma chi sono, se non passerà l’ipotesi della proroga, se resterà il limite del doppio mandato in generale e se si voterà tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, i papabili per la presidenza? Al momento, tra i componenti del Consiglio Generale, uno dei nomi più accreditati è quello di Orazio Abbamonte, giurista ed esperto in particolare nell’ambito del Diritto amministrativo.

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