È importante innanzitutto conoscere le regole fondamentali del gioco per non correre (o limitare) i rischi

Il trading online è un’attività molto affascinante che nel tempo ha saputo allargare sempre di più il numero di utenti. Sebbene non siano previsti paletti o vincoli specifici, si tratta di un business che può essere liberamente praticato da tutti: sia dall’investitore miliardario con anni di esperienza, sia dal neofita che si approccia al trading con l’intento e l’auspicio di “guadagnare soldi facili”. Purtroppo, guadagnare soldi facili con il trading è un ossimoro.

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Generalmente la percentuale di coloro che sono in perdita nell’esercizio di questa attività si attesta sull’85-90%: ciò significa che la restante minoranza guadagna quello che gli altri perdona.

Ma come è possibile far parte della minoranza vincente? E’ importante innanzitutto conoscere le regole fondamentali del trading per non correre (o limitare) i rischi. Andiamo a vedere alcuni aspetti che devono essere tenuti a mente prima di iniziare a fare trading online.

1. Stabilire un budget

Uno degli aspetti principali da non trascurare prima di decidere in che cosa investire è sapere che cosa si investe.

Stabilire un budget iniziale consente di approcciare al meglio la strategia di investimento, evitando di fare considerazioni corrette, ma inattuabili per mancanza di fondi.

Per prima cosa è importante sapere da dove proviene il denaro che si vuole investire, se deriva da una rendita immobiliare, se si tratta di una vincita al lotto o se, molto più frequentemente, è il frutto dell’attività lavorativa. In quest’ultimo caso la tendenza dell’investitore è solitamente quella di approcciare l’investimento con cautela: a nessuno piace sperperare denaro guadagnato in anni di sudore e fatica.

2. Fare attenzione agli aspetti fiscali

Un secondo aspetto da conoscere per sfruttare i guadagni dell’investimento riguarda l’aspetto fiscale. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa occorre sapere sulle tasse.

Le plusvalenze che si generano con il trading online hanno una tassazione pari al 26% (a titolo d’imposta sostitutiva).

Ciò significa che, nel momento in cui viene pagato il 26% sulla plusvalenza, tale reddito non va a cumularsi agli altri redditi ai fini del calcolo dell’IRPEF. Per cui, l’imposta del 26% viene pagata soltanto sulla plusvalenza, vale a dire sulla somma di tutti le operazioni che hanno generato un profitto nell’anno oggetto della dichiarazione dei redditi.

Può tuttavia accadere che il broker determini, sotto certe condizioni, che la plusvalenza sia calcolata giornalmente (e non alla fine dell’anno solare). Ci sono due regimi usati per dichiarare il reddito derivante da plusvalenza finanziaria: il regime amministrato e il regime dichiarativo.

Nel primo caso, ogni volta che si genera una plusvalenza, sarà lo stesso broker a versare l’imposta allo Stato.

Nel secondo caso, il broker non preleva alcuna imposta ed è l’investitore che deve provvedere in autonomia a pagare le tasse.

3. Non smettere di studiare

Investire, inteso come “inserire un ordine di acquisto”, è un processo molto semplice e intuitivo, che non richiede particolari doti.

Il difficile viene prima. Servono molte ore di studio per comprendere grafici, fondamentali e informazioni necessarie. Dopodiché, aprire e chiudere una posizione sarà il più semplice dei pensieri.

Per quanto riguarda le criptovalute, il discorso vale doppio. E’ importante non subire l’effetto gregge, che spesso si rivela distruttivo in termini economici. Serve studiare, conoscere al meglio lo strumento e rivolgersi soltanto siti affidabili e sicuri dove comprarli.

4. Diversificare

Uno dei principali dogmi dell’investitore razionale è quello di saper diversificare, ossia “non mettere tutte le uova in un solo paniere”.

Questa regola vale per tutti gli investitori e risulta anche pleonastico da spiegare. Disporre di un portafoglio vario, in grado di coprire molteplici settori e aree geografiche consente nel lungo periodo di limitare la volatilità del proprio investimento e quindi di ridurre le perdite.

5. Usare la leva con cura

Gran parte dei fallimenti dei trader fai-da-te nascono dal desiderio di volersi “ubriacare” della leva finanziaria, basandosi su previsioni ottimistiche e irragionevoli, che portano gli investitori ad amplificarne l’utilizzo perché ritengono di essere baciati dalla fortuna. Occorre però fare molta attenzione: investire con il fai-da-te è possibile solo se lo si accompagna allo studio delle regole fondamentali e dei concetti base dell’investimento finanziario.

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