Il sindaco de Magistris

di Giancarlo Tommasone

Ma che fine hanno fatto i 150mila euro che Luigi de Magistris, ha detto più volte, sono stati raccolti per allestire la flotta napoletana salva migranti? Può essere siano svaniti con l’Armata di mare arancione, che, l’ha scritto proprio il sindaco, non si farà più; al suo posto, ci si dovrà accontentare di un corteo sulle acque partenopee e di un concerto da 126mila euro.

E viene il dubbio, allora, che quei 150mila euro non siano mai esistiti. In effetti, a parte un datato form da compilare sul sito del Comune, non è stato fornito alcun riferimento preciso per effettuare le donazioni. Che tra l’altro, non è possibile siano finite sul conto corrente della Tesoreria comunale, perché come abbiamo spiegato ieri, si tratta di un conto dai fondi vincolati e agganciati alle voci di bilancio.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Non si parla del conto personale del sindaco, o del vicesindaco, o dell’assessorino di turno, o di qualsiasi altra persona fisica dell’Amministrazione che ricopra incarichi pro tempore, ma del conto di un ente pubblico che incassa e paga denaro della collettività. Quindi, qualsiasi tentativo di avvicinarsi a denaro pubblico, fa scattare immediatamente accuse di peculato. Ciò, per ribadire che è impossibile che ci possano essere state manovre di diversa natura, attorno a detto conto corrente, pure perché è gestito da un dirigente e non è nella disponibilità né del sindaco, né dell’assessore al Bilancio.

Il conto corrente non si trova

E nel momento in cui, tutti i «paletti» che abbiamo indicato, fossero stati aggirati, per «prelevare» e destinare l’ipotetico denaro a una qualsiasi attività, ci sarebbe stato bisogno di un atto, almeno deliberativo di giunta o di una determina dirigenziale, che avrebbe autorizzato, per un brevissimo lasso di tempo, l’uso del conto corrente della Tesoreria comunale. Con tutte le implicazioni che, pure, abbiamo riportato ieri. Una su tutte, quella relativa all’interesse attivo sulla somma: a chi sarebbe andato? All’Amministrazione comunale o sarebbe stato appannaggio del progetto di beneficenza da finanziare? Sottolineiamo questo aspetto, perché il progetto della flotta, fin da subito ci era parso, per i motivi che abbiamo ampiamente spiegato, irrealizzabile.

I 150mila euro non si trovano; né de Magistris, né altri esponenti dell’Amministrazione comunale hanno fatto mai riferimento all’acquisto di imbarcazioni. Il sindaco, in effetti, ha sempre parlato di una flotta di 400 imbarcazioni di privati che avrebbero partecipato a queste operazioni di soccorso in mare, organizzate da Palazzo San Giacomo. Anche questo dettaglio, vale a dire il fatto che nessuno abbia mai parlato di compravendita, pure soltanto di un solo natante, può far capire che in realtà questi soldi – parliamo, è naturale, sulla base di informazioni attualmente in nostro possesso – siano probabilmente una trovata pubblicitaria del sindaco.

I media amici

Trovata pubblicitaria che de Magistris è stato accorto a spendere sui canali amici: uno su tutti «Cartabianca», trasmissione condotta da Bianca Berlinguer su Rai 3. Ma per attuare questa manovra il sindaco ha potuto contare sulla piena collaborazione della stampa cittadina e nazionale, che non ha sollevato un dubbio che sia uno, sull’attendibilità di una simile azione, che ha tutte le caratteristiche della boutade o della fake news, termine, quest’ultimo, assai caro a certi inquilini di Piazza Municipio e ai sedicenti compagni di Insurgencia.

Ivo Poggiani e il sindaco Luigi de Magistris

Che lo utilizzano quando non hanno argomenti con cui controbattere. E quindi molto spesso. Ma tornando ai 150mila euro, non sappiamo eventualmente, chi gestirebbe questo denaro, né perché possa essere stato scelto, per la gestione, un soggetto piuttosto che un altro. E pure il fatto che nessuno abbia mai parlato di un «custode» di questi soldi, ci porta a pensare che questi soldi non siano mai esistiti.

Il divieto di parlare con Stylo24

Ciò deduciamo sulla base delle informazioni in nostro possesso, sulla base dei riscontri effettuati, sulla base dell’esercizio della logica che ancora non ci è interdetta. Anche perché ormai l’Amministrazione comunale ha chiuso ogni tipo di contatto con Stylo24 a causa, probabilmente, della fatwa di qualcuno che non ha interesse alla libera circolazione delle critiche, delle idee, dell’informazione.

Egidio Giordano e la consigliera comunale Eleonora De Majo

Nonostante l’embargo, però, il nostro giornale dialoga con chi, pur continuando a restare nel citato universo, conserva dignità, autonomia di pensiero, principi di democrazia e confronto, non si piega alla logica del silenzio imposto dall’alto, ai ricatti di patetici sgherri attaccati alla poltrona, alle direttive che provengono da minuscoli Stalin in divisa da parata. Stylo24 dialoga con chi si oppone alla deriva, purtroppo per lui, inarrestabile, del movimento in cui ha creduto e continua a credere e parla deluso, delle dinamiche di implosione del sistema arancione, e della disfatta che vede sempre più vicina.