di Giancarlo Tommasone

E’ il momento dei voti, di quelli che, soli, possono dare un quadro realistico e definitivo della situazione. E per quanto riguarda Paolo Siani, candidato nel collegio uninominale 5 di Campania 1, Vomero-Arenella-San Carlo all’Arena, disegnano una sconfitta.
Fortemente voluto da Renzi, il primario di Pediatria chiude secondo raggiungendo il 21,6%. Battuto da Doriana Sarli, portavoce del Movimento 5 Stelle che viene eletta con il 48%. Più del doppio delle preferenze rispetto a quelle del medico. Per Sarli sono 56.753, per Siani 25.492.

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Paolo Siani con Matteo Renzi

E’ un flop per il primario, un flop che si spiega attraverso mosse non proprio ‘azzeccate’ dal punto di vista della comunicazione. Innanzitutto, Siani, si è sempre dichiarato indipendente, ma alla fine, forse per non creare cortocircuito nelle dinamiche campane dei Dem, non ha preso le distanze da Franco Alfieri, anzi.

Franco Alfieri con l’inviato de ‘Le Iene’

Siani, durante la presentazione della sua candidatura avvenuta in un locale del Vomero, ha difeso quello che era stato definito da Vincenzo De Luca in persona (Hotel Ramada, autunno del 2016) “uno che sa fare la clientela bene, come Cristo comanda”. Alfieri era stato immediatamente ribattezzato “il principe delle clientele” o “l’uomo delle fritture di pesce”. “Su quanto dicono del povero frittura di pesce non c’è nulla di fondato”, afferma all’inizio dello scorso febbraio Siani. Il riferimento è al fatto che Alfieri è inserito proprio nella sua ‘lista’, quella che da sua espressa richiesta a Renzi, doveva essere libera da qualsiasi nome ‘imbarazzante’ o ‘chiacchierato’.
Ma il primario commette altri errori di comunicazione. Afferma che con de Magistris Napoli è migliorata, forse sperando nell’appoggio del sindaco. Appoggio che invece non arriva, anzi. “Paolo Siani? Ha sbagliato partito”, dichiara de Magistris nel corso di una intervista all’agenzia di stampa Dire. Siani, inoltre, incentra la campagna sull’importanza dei bambini: “Saranno i bambini a costruire il futuro”. Questo lo slogan scelto. Ma il primario sottovaluta forse che le politiche attive per l’infanzia sono appannaggio dell’amministrazione comunale, quella della città, della quale ha notato tanti miglioramenti.

Il Parco Mascagna chiuso da sette mesi

Effettivamente a ben guardare – lo dicono i fatti – Napoli non è proprio quella che si può definire una città a misura di bambino. Non si riesce ad assicurare un trasporto scolastico adeguato ai più piccoli, stesso discorso si faccia per le mense all’interno degli istituti scolastici. Gli spazi pubblici dedicati ai bambini sono carenti: parchi giochi in cui la manutenzione e i controlli sono tutt’altro che adeguati. Uno dei più frequentati in città, il Parco Mascagna al Vomero, è praticamente chiuso da circa sette mesi. I lavori di potatura degli alberi sono cominciati la settimana scorsa. C’è pure la Villa Comunale, ma ultimamente vista la presenza delle baby-gang che la frequentano, è consigliato ai bambini di scegliere un altro parco o polmone verde in cui andare a giocare. Quale? Bella domanda.