Un momento della Notte d'Arte a Napoli, annullata per mancanza di permessi

Parlano solo… quando poi ci vanno di mezzo loro

Tiene banco la vicenda del flop della Notte d’Arte al centro storico di Napoli, dello scorso sabato. Gli eventi previsti in Piazza del Gesù, San Domenico Maggiore, e in Piazza Crocelle a Forcella, sono stati bloccati pochi minuti prima di iniziare, da vigili urbani e polizia di Stato. Tutto annullato, perché non vi erano i permessi per pubblico spettacolo. La manifestazione era stata organizzata dalla II Municipalità, guidata dal presidente Francesco Chirico, insieme alle associazioni Disabili Oltre e First Social Life. Proprio a queste ultime due onlus, ci si è affrettati a dare le maggiori responsabilità, relativamente ai permessi non richiesti, o comunque «dimenticati». In effetti, però, al di là del veloce scaricabarili a cui abbiamo assistito, c’è da evidenziare come le «colpe» vadano ridistribuite in maniera equa e ricadano soprattutto sui vertici amministrativi, che non si sono assicurati che tutto fosse in regola: Francesco Chirico e l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Eleonora De Majo.

La satira con i fotomontaggi
sui social: c’è chi propone
Tony Colombo come
assessore alla Cultura

Il fotomontaggio: il volto di Tony Colombo sovrapposto a quello dell’assessore alla Cultura, Eleonora De Majo

Occupandoci ora di chi è stato chiamato ad esibirsi (a titolo gratuito) dal direttore artistico Gianfranco Gallo, troviamo autori e musicisti di spicco del panorama napoletano: tra questi lo scrittore Maurizio De Giovanni, il sassofonista Marco Zurzolo, i cantautori Maldestro e l’emergente Giovanni Block. Forti critiche nei confronti dell’amministrazione, sia municipale che comunale (entrambe deMa) sono arrivate, per quanto accaduto, proprio dall’attore e regista Gallo e dal papà del commissario Ricciardi. «Ho fatto il direttore a titolo gratuito perché era il quartiere di mio padre (Nunzio Gallo, ndr). Tutta la parte artistica è stata pensata da me, connotata da un ideale di inclusione, per questo abbiamo scelto il titolo di Break Napoli. Sul palco erano previsti nomi famosi accanto ad emergenti scelti sul web. Un’occasione persa, non so la colpa di chi è», ha dichiarato a Repubblica, Gianfranco Gallo. Lo stesso quotidiano ha raccolto anche le considerazioni di De Giovanni, che ha rincarato la dose: «Difficile anche fare un regalo alla città. Eravamo pronti a dare parole, musica e canzoni per una bella notte di festa e cultura: ma non hanno dato il permesso. Nemmeno a loro stessi. Sarebbe ridicolo, se non fosse tragico». A questo punto però, dobbiamo constatare che quando l’inefficienza, l’incompetenza, l’approssimazione dell’amministrazione comunale di Napoli, ha delle ricadute sulle esibizioni o comunque su un evento in cui loro stessi sono coinvolti, Gallo e De Giovanni (in primis) si trovano a criticare l’operato di Palazzo San Giacomo.

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Le dichiarazioni
rese da Gallo
e De Giovanni

Ma allora, prima di sabato, questi stessi artisti e autori, esponenti di spicco della cultura napoletana, in quale città hanno vissuto? Si sono accorti solo sabato scorso che a Napoli funziona poco o niente, e che diventa una mission impossibile pure organizzare un concertino nella più sperduta delle piazze? Ciò per sottolineare un concetto: o l’amministrazione si critica sempre, quando c’è da rilevare un problema. Oppure si tace anche rispetto alle carenze dell’amministrazione che inficiano il regolare svolgimento della propria attività artistica. Vogliamo dire, De Giovanni, certo, non ha avuto da ridire sui trasporti a Napoli (all’anno zero) quando, a luglio del 2017, ha tenuto le sessione di reading in occasione della riapertura della Funicolare centrale. Qualcuno dirà: De Giovanni ha indirizzato (senza mai citarla) le sue critiche soprattutto nei confronti di chi adesso ha la delega alla Cultura a Napoli, vale a dire l’assessore De Majo. Ma la sostanza non cambia. Perché a Napoli i problemi c’erano pure, in tutti i campi, quando l’assessore alla Cultura era Nino Daniele. E non ci sembra che De Giovanni sia mai intervenuto a sottolineare le criticità esasperate grazie al governo di de Magistris e della sua squadra. Stessa cosa può dirsi di Gallo e degli altri artisti napoletani coinvolti nella Notte dell’Arte.

Ma siamo sicuri che vivano a Napoli?
In tutti questi anni, non si sono accorti di nulla?

Perché finora non ci pare, abbiano mai sottolineato come il capoluogo partenopeo, solo per citare alcuni esempi, sia in preda ai rifiuti non raccolti, faccia i conti con alberi e cornicioni che crollano, con il traffico veicolare sempre più impazzito e con i trasporti, lo ribadiamo, che sono indegni per la terza città d’Italia. Le critiche, guarda caso, sono venute solo quando è capitato a loro subire le inefficienze del governo arancione, sia a livello comunale che a livello della Municipalità.

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