Non c’è pace per il congresso provinciale Pd. Dopo il j’accuse lanciato ieri da uno dei tre pretendenti alla carico di segretario, Nicola Oddati, oggi si è scritta una nuova pagina della infinita saga: «I disastri dei democrat».

IL RINVIO AL GARANTE
DEL CONGRESSO PROVINCIALE PD
CHIESTO PER MANCANZA
DI TEMPI TECNICI

Ventuno segretari di circolo (ma se ne stanno aggiungendo altri con il passare delle ore) hanno chiesto al garante del congresso provinciale, Alberto Losacco, il rinvio «per mancanza di tempi tecnici».

Alberto Losacco, garante per il congresso provinciale Pd di Napoli
Alberto Losacco, garante per il congresso provinciale Pd di Napoli

«Non è possibile – si legge nelle lettere inviate oggi in Federazione – svolgere tutte le operazioni che garantiscono la trasparenza e la validità di un congresso davvero democratico e davvero partecipato se il tutto viene svolto in tempi ristretti e con regole non condivise che non garantiscono alcuna trasparenza e che vanificano ogni tipo di partecipazione».

Tra i circoli ce ne sono diversi in città, tra cui San Lorenzo, Secondigliano, Chiaia, Vomero, Fuorigrotta, Chiaiano, San Ferdinando, Soccavo, Piscinola, Poggioreale e in provincia Pollena Trocchia, Arzano, San Gennaro Vesuviano, Qualiano, Frattaminore, Piano di Sorrento, Massa di Somma, Ottaviano, Marano, Vico Equense, San Giorgio a Cremano. Senza dimenticare, che non si tratta di 21 circoli su 121, visto e considerato che il 25% dei circoli è commissariato. Il peso specifico dei 21 circoli è dunque maggiore rispetto al totale.

Nella missiva inviata a Losacco si legge ancora: «In data 6 novembre è stata inviata una comunicazione a tutti i segretari di circolo con allegato il regolamento per lo svolgimento del congresso metropolitano e per i congressi di circolo. Il congresso è uno dei momenti fondamentali per la vita politica della comunità democratica e che i congressi di circolo, in un momento così delicato per il nostro Partito, hanno un ruolo cruciale per rendere vivo e presente il Pd sui territori. Atteso che un congresso dovrebbe innanzitutto avere regole chiare e tempi congrui con la funzione di dibattito e di confronto e soprattutto che attraverso i congressi di circolo si selezione quella classe dirigente diffusa che rappresenta la forza del Partito democratico».

I segretari dei circoli citati, inoltre, sottolineano: «Considerato che il regolamento sopra indicato riporta all’art. 1, comma secondo: “La data di svolgimento delle votazioni per la scelta del segretario e dei candidati all’assemblea provinciale, nonché dell’elezione dei segretari di circolo e dei comitati direttivi è fissata per i giorni 11 e 12 Novembre e che non sussistono i tempi per predisporre i lavori preparatori alla composizione delle liste di candidati delegati all’assemblea provinciale e all’indicazione della composizione degli uffici di presidenza» si chiede il rinvio per mancanza di tempi tecnici per tutti gli adempimenti richiesti.

All’articolo 7 del tanto discusso regolamento, oltretutto, vengono indicate in dettaglio le operazioni da svolgere per giungere all’elezione dei segretari di circolo: «Le liste per l’elezione del Direttivo territoriale sono consegnate alla commissione per il Congresso entro 4 giorni dalla data di inizio del Congresso stesso. Ogni lista deve essere composta in alternanza di genere e corredata dalla presenza di un numero di firme pari ad un minimo del 1% ad un massimo del 3% degli iscritti risultanti all’anagrafe certificate».

TRA LE ACCUSE ANCHE QUELLA
DI INADEGUATA INFORMAZIONE
E PUBBLICITA’ AGLI ISCRITTI

Un’altra accusa pensante è quella relativa al fatto che il regolamento stesso non permette di garantire adeguata informazione e pubblicità alla platea degli iscritti, «su date e soprattutto luoghi di svolgimento del congresso e che questo vale soprattutto per quei circoli di Napoli e provincia che ad oggi non hanno neppure la sede».

Come se non bastasse «la platea 2017 diversamente da quanto stabilito dalla circolare del partito nazionale è esclusa dalla possibilità di voto e che questo potrebbe creare seri imbarazzi il giorno delle votazioni rispetto a quanti si sono iscritti nel 2017». Altro capitolo che porterà ad una marea di ricorsi.