Le indagini hanno preso piede grazie alla denuncia della giovane donna. A capo della nuova rete dello spaccio i narcos Paolino Marotta, Pietro Catapano e Arturo Ferone

di Luigi Nicolosi

«Sotto casa stanno spacciando, vi prego di fare qualcosa, la nostra vita è diventata un inferno». È iniziata così, grazie a una segnalazione anonima, la complessa attività di indagine che con il blitz di ieri mattina ha consentito di disarticolare una maxi-rete di pusher con base tra Napoli, Nola e Casamarciano. L’inchiesta ha preso piede quando il 16 luglio del 2016 è giunta al 112 una telefonata da parte di una donna che segnalava lo smercio di stupefacenti a Nola, in zona Salvatore, «ad opera di tale “Paolino Quagliarella” e di tale “Marotta”».

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Proprio quella giovane donna, in seguito ascoltata insieme al marito, ha permesso ai carabinieri di risalire ai protagonisti dell’affare illecito. E circa i motivi della loro decisione di collaborare alle indagini, seppur in forma anonima, i due spiegarono: «Vogliamo segnalare lo spaccio di sostanza stupefacente di Paolino Marotta verso nostro nipote minorenne». Proprio il 35enne Marotta è stato in seguito inquadrato da investigatori e inquirenti come una delle figure al vertice dell’organizzazione bruniana.

Passano appena sei giorni e le forze dell’ordine ottengono quindi il primo riscontro a quella denuncia: «Il 22 luglio il personale del commissariato di Nola arrestava in flagranza di reato Paolino Marotta e la convivente Italia Bruzzese, in quando a seguito di perquisizione domiciliare venivano trovati nella loro disponibilità 56,97 grammi di hashish e 6,83 di marijuana». Quanto a Paolino Pianella, annotato con il soprannome di “Quagliarella”, le indagini avviate consentivano di accertare che lo stesso era stato tratto in arresto il 25 marzo del 2016 dai carabinieri che nella sua abitazione di piazza Calabrese 8 avevano trovato lui e la madre intenti a confezionare e vendere droga, sequestrando 592,97 grammi di hashish, 11,88 grammi di eroina e un bilancino». Nella loro abitazione era trovata anche della contabilità: dei pizzini sui quali il riferimento più frequente era quello a tale “Ciù”, che secondo i carabinieri sarebbe “’o ciurillo”, ovvero Paolino Marotta. È il momento in cui le indagini approdano al punto di svolta.

Pur domiciliari ad Avella su disposizione dell’autorità giudiziaria, Marotta gestiva gli affari illeciti attraverso i suoi più fidati collaboratori, tra i quali spiccava Paolino Pianella e Vincenzo Battaglia. La fitta attività di intercettazione telefonica e telematica permetteva di ricostruire anche le fasi di approvvigionamento con l’individuazione dei canali utilizzati, tra i quali «assume rilievo quello di Luigi Cozzolino, ovvero l’esistenza di una rete di pusher utilizzata per la vendita al dettaglio dello stupefacente». Dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri mattina si apprende inoltre che «le vicende dell’associazione capeggiata da Paolino Marotta si intrecciano con quelle relative a un’altra associazione dedita allo spaccio, operante nel comune di Casamarciano. Proprio in quest’ultimo centro urbano, adiacente a quello di Nola, risultava essere operativa un’ulteriore associazione capeggiata da Pietro Catapano e Arturo Ferone la quale intrecciava rapporti con Paolino Pianella e Vincenzo Battaglia». In carcere sono così finiti Marotta Paolino, Nola, 03/10/1985; Battaglia Vincenzo, Nola, 18/10/1990; Catapano Pietro, Nola, 27/03/1980; Ferone Arturo, Nola, 09/08/1978; Ambrosino Luigi, Nola, 11/12/1993; Cozzolino Luigi, Ottaviano, 19/01/1982; La Marca Giuseppe, Ottaviano, 17/12/1972; Lappone Salvatore, Napoli, 10/10/1982; Marano Antonio, Sarno, 08/07/1983; Napolitano Vincenzo, Nola, 24/07/1989; Reale Ciro, Napoli, 17/10/1966; Silvestri Gioacchino, Avellino, 14/07/1988. Arresti domiciliari invece per Berriola Vincenzo, Napoli, 18/08/1986.

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