(Nelle foto il Parco Verde di Caivano e il ras Gennaro Sautto)

Pasquale Matarazzo, ex capozona vicino ai De Micco, accusa il ras Sautto e il narcos Scarpa: «Compravo i carichi da loro, ogni pacco 28mila euro»

di Luigi Nicolosi

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Un patto scellerato tra il “sistema” di Napoli Est e quello della periferia nord per inondare di droga le piazze di spaccio di tutto l’hinterland orientale. Sul fatto che il Parco Verde di Caivano sia diventato il principale “hub” per i traffici di droga nell’intera provincia partenopea, soprattutto dopo il ridimensionamento delle Vele di Scampia, sembrano esserci ormai pochi dubbi. E la conferma sembra adesso arrivare grazie alle inedite rivelazioni fornite dal neo pentito Pasquale Matarazzo, capopiazza di Volla passato lo scorso anno dalla parte dello Stato. È stato proprio il 40enne collaboratore di giustizia, a lungo ritenuto molto vicino al temibile clan De Micco di Ponticelli, a svelare i termini del clamoroso accordo tra i due gruppi.

La circostanza è emersa dall’interrogatorio fiume al quale Matarazzo è stato sottoposto appena lo scorso 29 luglio. Incalzato dagli interrogativi del pubblico ministero della Dda, il pentito ha iniziato la lunga deposizione puntando il dito contro Natale Scarpa, presunto uomo di punta del clan Sautto di Caivano: «L’ho conosciuto – ha affermato Matarazzo – tramite un ragazzo che si chiama Saverio, che faceva le truffe e che era di San Giuseppe Vesuviano. Saverio mi condusse a casa di Natale Scarpa. Il primo incontro è avvenuto tra il 2014 e il 2015. Mi sono recato da Scarpa per acquistare della cocaina. In quella prima occasione mi fece vedere due o tre qualità di cocaina e io acquistai un pacco che mi piacque subito, al prezzo di 28mila euro per quel chilo. Pagai 20mila euro subito e 8mila glieli diedi in seguito. Mi sono recato da Natale Scarpa per cinque o sei volte. Ogni volta che andavo acquistavo uno o due chili di cocaina alla volta. Ho interrotto i rapporti con Scarpa un anno prima del mio arresto perché Natalino è una persona a cui non piace farsi vedere mentre noi avevamo delle faide in corso, per cui inizia a rifornirmi da altre persone, tra cui Genny Sautto».

Insomma, i rapporti tra il capozona di Volla e i narcos del Parco Verde di Caivano era ormai consolidato, tanto che lo stesso Matarazzo, all’epoca ancora nel pieno della propria attività criminale, continuò a fare affari con uno dei massimi esponenti del clan egemone, il ras Gennaro Sautto, fratello del boss Nicola. Ed è proprio all’indirizzo di quest’ultimo che il neo collaboratore di giustizia rivolte una seconda raffica di accuse: «Nicola è il fratello di Genny, detto “’o chimico”. Abita a Secondigliano con la compagna Sonia. È proprio Genny Sautto che gestisce il settore della droga. Prima avevano un loro referente chiamato Pasquale “’o marziano” (Fucito, ndr) e che vendeva la droga per loro e che gli passava 50-60mila euro dalla piazza del Parco Verde». Un fiume di denaro che, nonostante le numerose retate messe a segno dalle forze dell’ordine, continua ancora a scorrere imperterrito non soltanto a Caivano, ma anche fino alla lontana periferia est di Napoli.