giovedì, Maggio 19, 2022
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Figc, maxi-truffa al Comitato Campania Lnd: gli ex manager vanno a processo

Pallone, raggiri finanziari e incarichi fittizi: parte il rito ordinario per i dirigenti che tra il 2012 e il 2014 disposero l’assunzione dell’ex presidente Vincenzo Pastore, scomparso poche settimane fa: la sua posizione è stata stralciata

di Luigi Nicolosi

L’iter giudiziario che ha portato alla sbarra l’ormai ex gotha del calcio regionale campano entra finalmente nel vivo. Domenico Giulio Iacoviello, in qualità di delegato del consiglio direttivo del Comitato ragionale Campania Lnd-Figc, e Giovanni Battaglia, amministratore unico della Srl Calcio Campania Immobiliare, hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il rito ordinario. Chiara la linea difensiva che vedrà i due imputati passare per il dibattimento: puntare alla piena assoluzione. Sulla loro testa pendono però le pesanti accuse di truffa e false comunicazioni sociali. Le stesse di cui avrebbe dovuto rispondere anche l’ex presidente del Comitato regionale, Vincenzo Pastore, vero dominus dell’inchiesta e finalizzatore dell’affare finito nel mirino della Procura di Napoli. Quest’ultimo, però, è scomparso poche settimane fa all’età di 72anni e per questo motivo la sua posizione è stata stralciata.

I fatti di cui gli ex manager del calcio dilettantistico campano devono rispondere si sarebbero consumati tra il 6 dicembre del 2012 e il 16 settembre del 2014. È all’interno di quest’arco temporale, agendo in concorso tra loro, avrebbero proceduto all’assunzione di Pastore come direttore generale della Calcio Campania Immobiliare, incarico per il quale il presidente del Comitato regionale – stando a quanto riscontrato dai pm – non avrebbe svolto alcuna effettiva attività nonostante un compenso annuo da ben 225mila euro. La cifra, come si apprende dal capo di imputazione, è stata ritenuta «palesemente sproporzionata rispetto alla capacità economica della società», che avrebbe così finito per schiantarsi su un danno patrimoniale di complessivi 346.593 euro. Una voragine finanziaria che di lì a qualche tempo avrebbe determinato il crac della Srl, che infatti venne in seguito messa in liquidazione. La Calcio Campania Immobiliare, vale la pena ricordarlo, fu una delle società create ad hoc per amministrare il patrimonio immobiliare della Lega Calcio Dilettanti, all’epoca presieduta da Carlo Tavecchio (che è comunque estraneo all’inchiesta). In questo caso la società avrebbe dovuto gestire due appartamenti dal valore di mercato non particolarmente rilevante, situati a ridosso di piazza Garibaldi.

Di quest’attività gli investigatori della guardia di finanza non hanno però sostanzialmente trovato traccia. O meglio, spulciando i bilancio della Srl veniva riscontrata un’unica entrata annua di 90mila euro. Una cifra ritenuta dagli inquirenti non sufficiente a coprire e giustificare l’assunzione di Vincenzo Pastore, per il quale era stato stabilito un compenso più che doppio. Concluse le indagini preliminari e ottenuto il rinvio a giudizio, il processo di primo grado si appresta dunque a entrare nelle battute decisive. Nel rito ordinario si è tra l’altro costituito parte civile il Comitato Regionale Campania Lnd-Figc, assistito dall’avvocato Tito Lucrezio Milella, che chiederà la condanna, in solido, di Iacoviello e Battaglia al fine di ottenere il risarcimento per i danni arrecati al Comitato. I un altro giudizio, nel settembre 2019, il defunto Pastore era tra l’altro stato condannato in sede civile alla restituzione in favore della società in liquidazione, di cui il Comitato Regionale era socio unico, alla restituzione di tutte le somme indebitamente percepite. 

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